L’ultimo miglio della riforma
Orazio Schillaci, ministro della salute
Secondo Schillaci, gli obiettivi fissati dal PNRR restano raggiungibili, ma richiederanno uno sforzo condiviso da parte di istituzioni, professionisti e Regioni.
Parliamo di obiettivi complessi, ma raggiungibili. Servirà certamente uno sforzo da parte di tutti gli attori coinvolti. Sull’attuazione del PNRR dobbiamo fare insieme l’ultimo miglio, probabilmente il più impegnativo
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Il ministro ha ribadito come la riforma territoriale rappresenti uno dei pilastri del nuovo Servizio sanitario nazionale, chiamato a rispondere all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie croniche attraverso modelli assistenziali più vicini ai cittadini.
I numeri del PNRR
Nel suo intervento, Schillaci ha evidenziato alcuni risultati già raggiunti dal programma di riforma.
Tra questi, il superamento del target relativo all’assistenza domiciliare per gli over 65: secondo i dati illustrati dal ministro, gli assistiti hanno superato quota 1,6 milioni, oltre l’obiettivo iniziale fissato a 1,4 milioni.
Risultati superiori alle attese anche sul fronte della telemedicina, dove sarebbero già oltre 566 mila le persone prese in carico, a fronte di un target europeo di 300 mila assistiti.
Non stiamo parlando solo di numeri, ma della migliore presa in carico di oltre mezzo milione di pazienti cronici e fragili
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Se sul piano infrastrutturale il percorso procede, resta però aperta la questione delle risorse umane.
Le nuove strutture territoriali previste dal PNRR richiederanno migliaia di professionisti per diventare pienamente operative. In particolare, sarà fondamentale la disponibilità di infermieri, professionisti sanitari e personale di supporto in un contesto che continua a registrare carenze di organico in molte regioni italiane.
Negli ultimi mesi il tema è emerso con forza anche nel dibattito politico e professionale. Diverse organizzazioni infermieristiche hanno evidenziato come il successo delle Case di Comunità dipenderà non soltanto dalla realizzazione degli edifici, ma dalla capacità di renderli realmente funzionanti attraverso personale adeguatamente formato e valorizzato.