Un modello unico per affrontare cronicità
Costruire un modello regionale condiviso per la presa in carico del paziente.
La proposta nasce dalla necessità di rispondere ai profondi cambiamenti che stanno interessando il sistema sanitario, a partire dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche e dal progressivo sviluppo dell’assistenza territoriale previsto anche dal DM 77.
Secondo gli Ordini, la presa in carico rappresenta oggi uno degli elementi più importanti per garantire cure appropriate e percorsi assistenziali realmente centrati sulla persona.
La presa in carico della persona assistita rappresenta oggi uno degli elementi centrali per garantire appropriatezza, continuità e sicurezza delle cure
, dichiarano congiuntamente i presidenti dei quattro Opi abruzzesi.
L’obiettivo è definire standard organizzativi omogenei e modelli assistenziali condivisi che consentano ai cittadini di accedere agli stessi livelli di assistenza indipendentemente dall’area geografica di residenza.
Più integrazione tra ospedale e territorio
Uno dei punti centrali del confronto ha riguardato la necessità di rafforzare l’integrazione tra ospedale, territorio e servizi sociosanitari, superando la frammentazione dei percorsi assistenziali.
Secondo gli Opi, lo sviluppo di strumenti comuni per la gestione della presa in carico potrebbe favorire una maggiore continuità delle cure e una migliore risposta ai bisogni delle persone con patologie croniche e fragilità assistenziali.
In questo contesto, gli infermieri vengono indicati come figure strategiche all’interno delle équipe multidisciplinari, grazie al loro ruolo nella valutazione dei bisogni, nell’educazione terapeutica e nel coordinamento dei percorsi assistenziali.
Il riferimento alle esperienze già avviate in altre regioni
Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche il lavoro sviluppato in altre realtà italiane, in particolare l’esperienza dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma guidato dal presidente Maurizio Zega.
Secondo i rappresentanti degli Opi abruzzesi, il confronto con modelli già sperimentati può rappresentare un’opportunità per individuare buone pratiche da adattare al contesto regionale.
L’obiettivo non è replicare modelli esistenti, ma individuare le migliori pratiche da adattare al contesto abruzzese, costruendo un sistema sempre più vicino ai bisogni delle persone e delle comunità
, hanno sottolineato Morfeo, Cicolini, Rosini e Fini.
Proposto un tavolo tecnico permanente
Tra le proposte avanzate dagli Ordini figura anche l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che coinvolga Regione Abruzzo, aziende sanitarie e professioni sanitarie.
L’obiettivo sarebbe quello di definire linee guida condivise, indicatori di qualità assistenziale e percorsi formativi dedicati, creando uno spazio stabile di confronto sulle strategie di sviluppo del sistema sanitario regionale.
L’assessore alla Salute Nicoletta Verì ha accolto con interesse le proposte presentate, ribadendo il valore del contributo delle professioni sanitarie nella programmazione e nell’organizzazione dei servizi.