L'infermiere del 118 guida la rianimazione al telefono
La rapidità dell'intervento, la presenza di un defibrillatore e il supporto telefonico fornito da un infermiere della Centrale operativa 118 hanno permesso di salvare la vita a un uomo di 60 anni.
Secondo quanto riferito da Azienda Zero Piemonte, l'uomo si è improvvisamente accasciato al suolo mentre correva. I presenti hanno immediatamente contattato il Numero Unico di Emergenza 112 e la chiamata è stata trasferita alla Centrale operativa 118.
L'infermiere che ha preso in carico la chiamata ha guidato passo dopo passo i soccorritori occasionali, spiegando come eseguire il massaggio cardiaco e indicando la posizione del defibrillatore più vicino presente all'interno del parco. Durante tutta la fase dell'emergenza ha continuato a fornire istruzioni precise sulle compressioni toraciche e sull'utilizzo del DAE.
Due scariche e il cuore riparte
Quando il defibrillatore è stato recuperato e portato sul posto, i presenti sono stati accompagnati telefonicamente nell'applicazione del dispositivo.
Dopo due scariche erogate dal DAE, il cuore del runner ha ripreso a battere spontaneamente. Nel frattempo la Centrale operativa aveva già attivato un mezzo di soccorso avanzato e stava guidando l'equipaggio attraverso la geolocalizzazione del cellulare della persona che aveva effettuato la chiamata.
Un elemento particolarmente importante considerando che il Parco della Mandria è un'area estesa, priva di riferimenti stradali tradizionali che possano facilitare l'individuazione del paziente.
Una volta raggiunto dai soccorritori, l'uomo è stato stabilizzato e trasferito all'ospedale Giovanni Bosco di Torino, dove è ricoverato in terapia intensiva.
Il ruolo chiave degli infermieri nelle centrali operative
L'episodio mette in evidenza una funzione spesso poco conosciuta ma fondamentale degli infermieri dell'emergenza territoriale: la gestione telefonica delle emergenze tempo-dipendenti.
Attraverso protocolli specifici e formazione avanzata, gli infermieri delle Centrali operative 118 sono in grado di riconoscere rapidamente situazioni critiche, fornire istruzioni salvavita ai cittadini e coordinare l'intervento dei mezzi di soccorso già durante la chiamata.
Nei casi di arresto cardiaco, il cosiddetto "telephone CPR" consente di avviare immediatamente le manovre rianimatorie anche quando sul posto non sono presenti professionisti sanitari, aumentando significativamente le probabilità di sopravvivenza.
Defibrillatori e formazione: la catena della sopravvivenza
La vicenda riaccende anche l'attenzione sull'importanza della diffusione dei defibrillatori automatici esterni e della formazione della popolazione alle manovre di primo soccorso.
L'efficacia della cosiddetta "catena della sopravvivenza" dipende infatti dall'attivazione precoce dei soccorsi, dall'inizio tempestivo del massaggio cardiaco e dall'utilizzo del defibrillatore nei primi minuti dall'evento.
In questo caso tutti gli anelli della catena hanno funzionato: la chiamata immediata al 112, il supporto dell'infermiere della Centrale operativa 118, la disponibilità del DAE e il rapido intervento dell'ambulanza hanno consentito di salvare una vita.