Il linguaggio dei materiali informativi è una variabile clinica: una proposta da Fais
Scritto il 11/06/2026
da Pier Raffaele Spena
Nella pratica clinica quotidiana gli infermieri dedicano grande attenzione alla scelta dei presìdi, all'aggiornamento delle procedure e alla personalizzazione dell'assistenza. Più raramente, però, ci si interroga sull'impatto che possono avere le parole utilizzate nei materiali educativi consegnati alle persone assistite. Eppure opuscoli informativi, schede di dimissione e strumenti di educazione terapeutica influenzano direttamente la comprensione della malattia, l'aderenza ai percorsi di cura e la qualità della relazione assistenziale. Da questa consapevolezza nasce la proposta della Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati (FAIS): avviare un percorso condiviso con infermieri, stomaterapisti, società scientifiche e istituzioni per costruire una linea guida sul linguaggio dei materiali informativi, riconoscendo la comunicazione come una vera e propria componente della cura.
Una linea guida costruita insieme alla professione infermieristica
Un nuovo linguaggio nei materiali informativi per persone incontinenti o con stomia.
Le persone che FAIS rappresenta hanno ricevuto, negli anni, migliaia di fogli informativi, schede di dimissione, opuscoli educativi. Sono i materiali con cui, più che con qualsiasi visita, imparano a convivere con una stomia o con un'incontinenza. È un'esperienza che ci ha insegnato qualcosa che la letteratura sta confermando solo adesso: le parole dei materiali sanitari non sono il contorno della cura, sono parte della cura. E quando quelle parole non ci riconoscono, la cura arriva ferita.
Quello che le persone con stomia e incontinenza ci raccontano da decenni è oggi misurabile. La qualità della comunicazione scritta e orale incide su:
aderenza ai protocolli di self-care
prevenzione delle complicanze peristomali
salute mentale
tempi di ritorno al lavoro e alla vita sociale
La letteratura sull'alleanza terapeutica, gli studi sull'educazione terapeutica del paziente, le pubblicazioni internazionali del WCET sul linguaggio della stomaterapia convergono su una conclusione condivisa: le parole con cui un sistema sanitario nomina una condizione non sono neutre, e non lo è il loro effetto.
Per chi si occupa di assistenza questo significa qualcosa di preciso. Il linguaggio di un opuscolo o di una scheda di dimissione va valutato con lo stesso rigore con cui si valuta un presidio: per efficacia rispetto allo scopo, per effetti collaterali, per equità di accesso. È una competenza professionale, non una sensibilità.
Una proposta di linea guida condivisa
Propongo, da queste pagine, qualcosa di concreto. La Federazione mette a disposizione la propria rete, le associazioni territoriali, le persone con stomia e incontinenza che ne fanno parte, decenni di materiali raccolti e analizzati, per costruire insieme una linea guida sul linguaggio dei materiali informativi.
Costruire insieme significa lavorare con le società scientifiche infermieristiche, con gli stomaterapisti, con le strutture di formazione, con i produttori di dispositivi, con le aziende sanitarie. Significa anche scegliere una metodologia di co-design: un gruppo redazionale misto, una validazione attraverso testing su materiali reali, un meccanismo aperto perché chiunque, operatore o persona assistita, possa proporre miglioramenti. Una guida vivente, non un decalogo.
Costruzione dei materiali informativi
Le competenze necessarie sono distribuite, e nessuna delle parti coinvolte le possiede tutte. Le associazioni di pazienti portano la conoscenza dell'esperienza vissuta e una capacità di rappresentanza federata. Gli infermieri, in particolare, portano la competenza clinica, la familiarità con i materiali, l'esperienza dell'educazione terapeutica. Le società scientifiche portano l'ancoraggio metodologico. Le istituzioni, pensiamo al DM 77/2022, che ridisegna l'assistenza territoriale e renderà necessaria una stagione di riscrittura di materiali, portano la cornice di policy.
È un'operazione che ha senso fare ora. La professione infermieristica è quella che, più di ogni altra, conosce il peso delle parole nei materiali educativi, e più di ogni altra ha la possibilità quotidiana di cambiarle. I principi che proponiamo non sono un giudizio sul lavoro che si fa: sono il riconoscimento che quel lavoro merita strumenti aggiornati, condivisi, ancorati all'esperienza delle persone a cui si rivolge.