A rischio posti letto e attività chirurgica
Al Galliera di Genova oltre 130 infermieri sarebbero pronti a lasciare la struttura dopo aver superato il concorso bandito dal Policlinico San Martino e da altre aziende sanitarie del territorio.
Secondo le prime valutazioni emerse durante gli incontri convocati dall'Azienda Ospedaliera Metropolitana, l'uscita di oltre cento infermieri potrebbe comportare una significativa riorganizzazione dei servizi.
Le stime riportate parlano della possibile riduzione di un numero compreso tra 42 e 50 posti letto, della chiusura di due sale operatorie e dell'accorpamento di alcune aree critiche, tra cui Medicina, Gastroenterologia e Neurologia. Tra le strutture interessate figurerebbe anche l'area delle Malattie Infettive.
Uno scenario che preoccupa sia gli operatori sia il mondo politico, soprattutto alla vigilia del periodo estivo, tradizionalmente caratterizzato da ferie e riduzione degli organici.
Non si può svuotare un ospedale per riempirne un altro
Sul caso sono intervenuti diversi consiglieri regionali, che chiedono chiarimenti alla Regione Liguria e alle direzioni aziendali.
Secondo il capogruppo del Partito Democratico Armando Sanna, il rischio è che il trasferimento di massa del personale produca una riduzione dell'offerta assistenziale per i cittadini.
Non si può pensare di risolvere la carenza di personale in una struttura svuotandone un'altra. Da mesi denunciamo una situazione sempre più critica e oggi rischiamo di vedere concretamente ridotti servizi, prestazioni e capacità di risposta ai cittadini
, ha dichiarato.
Critico anche Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Orlando, che collega l'esodo degli infermieri a un clima di crescente insoddisfazione professionale.
È evidente che molti professionisti cercano stabilità e prospettive più chiare. Se a questo maxi trasferimento si aggiungono ferie e riduzione estiva dei servizi, il rischio è quello di un cortocircuito organizzativo
, ha affermato.
La vicenda del Galliera evidenzia un fenomeno che interessa numerose realtà italiane: gli infermieri sono sempre più disposti a cambiare azienda, regione o addirittura Paese quando trovano opportunità considerate più favorevoli.
Dietro queste scelte pesano diversi fattori: prospettive professionali, organizzazione del lavoro, stabilità occupazionale, caro vita, possibilità di carriera e qualità dell'ambiente lavorativo.
In un contesto di forte carenza di personale, ogni trasferimento può avere conseguenze rilevanti sugli equilibri assistenziali delle strutture sanitarie.
L'Azienda Ospedaliera Metropolitana Galliera ha fatto sapere che sono in corso interlocuzioni con le altre aziende coinvolte per programmare le decorrenze delle assunzioni e consentire una sostituzione graduale del personale in uscita.
L'obiettivo dichiarato è garantire la continuità assistenziale evitando interruzioni dei servizi e utilizzando, se necessario, le graduatorie disponibili per nuove assunzioni.
Resta però il segnale di una difficoltà sempre più evidente nel trattenere gli infermieri all'interno delle aziende sanitarie. Un problema che non riguarda soltanto il Galliera, ma che interessa molte realtà del Servizio sanitario nazionale alle prese con pensionamenti, carenza di personale e crescente competizione tra strutture per reperire professionisti qualificati.