Ostetriche al posto degli infermieri in Neonatologia per coprire le ferie

Scritto il 04/06/2026
da Redazione

La carenza di infermieri continua a mettere sotto pressione gli ospedali italiani. Questa volta la segnalazione arriva dal Friuli Venezia Giulia, dove nei reparti materno-infantili di Pordenone e San Vito al Tagliamento l’emergenza ferie e la mancanza di organico hanno portato a una riorganizzazione che sta facendo discutere. Secondo quanto riferito dalla Cisl Fp di Pordenone, l’Azienda sanitaria avrebbe previsto l’impiego di alcune ostetriche nel reparto di Neonatologia per consentire lo spostamento di infermieri verso altre unità operative e coprire i turni estivi. Una scelta che il sindacato considera problematica sotto il profilo della sicurezza delle cure.

Ostetriche e infermieri hanno competenze diverse

Il piano prevede l’inserimento di sei ostetriche in Neonatologia, dopo un periodo di affiancamento, mentre alcuni infermieri verrebbero trasferiti per coprire le necessità assistenziali di altri reparti.

È una questione di sicurezza e responsabilità, niente ovviamente contro le ostetriche, ma è un percorso diverso da quello delle infermiere. In caso di emergenza, ci deve essere un’équipe preparata, afferma Aurora Pallaveshi, dirigente della Cisl Fp di Pordenone.

La sindacalista sottolinea inoltre che il reparto segue anche neonati prematuri e bambini con condizioni cliniche complesse, situazioni che richiedono personale con competenze specifiche maturate nell’ambito dell’assistenza neonatale.

Dieci infermieri in meno e ferie da garantire

Alla base della riorganizzazione vi sarebbe una carenza di circa dieci infermieri tra le sedi di Pordenone e San Vito al Tagliamento. Una situazione aggravata dall’arrivo del periodo estivo e dalla necessità di garantire il diritto alle ferie del personale.

Le ferie sono un diritto e vanno godute. Ma anche il diritto alla sicurezza delle cure va rispettato, evidenzia Pallaveshi.

Secondo il sindacato, il problema nasce da una cronica difficoltà nel reperire professionisti disponibili. Anche gli avvisi pubblici per il reclutamento di nuove ostetriche, infatti, avrebbero ottenuto scarsi risultati, complice l’offerta di contratti a tempo determinato e condizioni lavorative considerate poco attrattive.

La carenza coinvolge infermieri e Oss

Le criticità non riguarderebbero soltanto il settore materno-infantile. La Cisl segnala problemi di organico anche in altri reparti ospedalieri, con riduzioni di personale Oss e posti letto che rischiano di essere temporaneamente chiusi per garantire la copertura dei servizi essenziali.

Secondo il sindacato, alla base della fuga dal servizio pubblico vi sarebbero soprattutto i carichi di lavoro elevati, la difficoltà di conciliare vita privata e professionale e l'assenza di condizioni lavorative sufficientemente attrattive.