Infermieri del 118 tra carenze e territori difficili
La sanità molisana deve fare i conti con carenze di personale, turni sempre più pesanti e servizi territoriali messi sotto pressione.
La testimonianza di Walter Cordone, infermiere del 118 impegnato sulle ambulanze senza medico tra Santa Croce di Magliano, Bonefro, San Giuliano di Puglia e Colletorto, evidenzia il ruolo centrale degli infermieri nell’emergenza territoriale.
In un territorio segnato da collegamenti stradali difficili e distanze significative tra piccoli comuni e centri più popolosi, la presenza infermieristica diventa essenziale per garantire risposta rapida, competenza e continuità assistenziale.
Secondo i professionisti riuniti a Ripalimosani, su iniziativa dell’Ordine degli infermieri di Campobasso e Isernia, il problema è ormai cronico.
La carenza di organico aumenta i carichi di lavoro e rende più fragile l’organizzazione dei servizi, soprattutto in vista dell’estate, quando la domanda assistenziale può crescere nei territori interni e lungo il litorale.
Il nodo dei tagli
A preoccupare l’Opi sono anche le ricadute dei tagli sul reparto di Emodinamica del San Timoteo di Termoli e sul Punto nascita del Veneziale di Isernia.
Per gli infermieri, ridurre servizi già inseriti in un contesto di fragilità organizzativa rischia di aggravare ulteriormente la pressione su personale, pronto soccorso, 118 e assistenza territoriale.
L’Ordine chiede quindi una revisione delle scelte che incidono sulla sanità molisana, mettendo al centro il ruolo degli infermieri e la necessità di garantire servizi sicuri ai cittadini.
Il tema non riguarda solo gli organici, ma la tenuta complessiva del sistema sanitario regionale: senza personale sufficiente e servizi accessibili, il rischio è scaricare sulle équipe assistenziali il peso di una rete sempre più fragile.