Sanità molisana, Opi chiede di rivedere i tagli: infermieri sotto pressione

Scritto il 25/05/2026
da Redazione

La sanità molisana deve fare i conti con carenze di personale, turni sempre più pesanti e servizi territoriali messi sotto pressione. A richiamare l’attenzione è l’Ordine degli infermieri di Campobasso-Isernia, che chiede di rivedere i tagli previsti nella rete sanitaria regionale. Il nodo riguarda soprattutto i presidi ospedalieri, i pronto soccorso, l’assistenza domiciliare e le postazioni del 118, dove il personale infermieristico opera da tempo in condizioni complesse.

Infermieri del 118 tra carenze e territori difficili

La testimonianza di Walter Cordone, infermiere del 118 impegnato sulle ambulanze senza medico tra Santa Croce di Magliano, Bonefro, San Giuliano di Puglia e Colletorto, evidenzia il ruolo centrale degli infermieri nell’emergenza territoriale.

In un territorio segnato da collegamenti stradali difficili e distanze significative tra piccoli comuni e centri più popolosi, la presenza infermieristica diventa essenziale per garantire risposta rapida, competenza e continuità assistenziale.

Secondo i professionisti riuniti a Ripalimosani, su iniziativa dell’Ordine degli infermieri di Campobasso e Isernia, il problema è ormai cronico.

La carenza di organico aumenta i carichi di lavoro e rende più fragile l’organizzazione dei servizi, soprattutto in vista dell’estate, quando la domanda assistenziale può crescere nei territori interni e lungo il litorale.

Il nodo dei tagli

A preoccupare l’Opi sono anche le ricadute dei tagli sul reparto di Emodinamica del San Timoteo di Termoli e sul Punto nascita del Veneziale di Isernia.

Per gli infermieri, ridurre servizi già inseriti in un contesto di fragilità organizzativa rischia di aggravare ulteriormente la pressione su personale, pronto soccorso, 118 e assistenza territoriale.

L’Ordine chiede quindi una revisione delle scelte che incidono sulla sanità molisana, mettendo al centro il ruolo degli infermieri e la necessità di garantire servizi sicuri ai cittadini.

Il tema non riguarda solo gli organici, ma la tenuta complessiva del sistema sanitario regionale: senza personale sufficiente e servizi accessibili, il rischio è scaricare sulle équipe assistenziali il peso di una rete sempre più fragile.