L’infermiere informatico nell’era dell’IA: una figura ancora sconosciuta in Italia

Scritto il 20/05/2026
da Michele Tadiello

L’infermiere informatico è una figura professionale che integra competenze cliniche e competenze in scienza dei dati, sistemi informativi sanitari e intelligenza artificiale. Negli Stati Uniti il ruolo è consolidato da oltre vent’anni; in Italia non esiste ancora un percorso formativo strutturato. L’articolo analizza definizione, formazione, sbocchi e contesto italiano alla luce dei progetti Agenas su telemedicina e IA previsti dal PNRR.

Definizione e ambito disciplinare

L’American Medical Informatics Association (AMIA) definisce la nursing informatics come la “scienza e pratica che integra l’infermieristica, le sue informazioni e conoscenze, con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per promuovere la salute di persone, famiglie e comunità nel mondo”(1).

La disciplina applica metodi di scienza dei dati, ingegneria dei sistemi e human factors al lavoro infermieristico, con l’obiettivo di migliorare gli esiti clinici e l’organizzazione dei processi assistenziali(2).

L’infermiere informatico non è un infermiere con interesse per la tecnologia, ma un professionista con formazione specifica in informatica sanitaria, terminologie standardizzate, interoperabilità e governance dell’IA clinica.

Dall’Italia a New York

Sono sempre stato affascinato dalla tecnologia, fin dai tempi del corso di laurea. Mi sono laureato in Infermieristica all’Università di Verona e ho lavorato come infermiere durante la pandemia COVID-19.

Mi sono trasferito negli Stati Uniti per studiare informatica clinica e ho proseguito la mia carriera nel settore della salute digitale e dell’intelligenza artificiale clinica.

Negli anni successivi ho avuto modo di lavorare in università dell'Ivy League e in ospedali statunitensi come informatics senior specialist e ingegnere informatico clinico, occupandomi ad esempio di sviluppo di sistemi IA, infrastrutture computazionali per la ricerca e analisi di dati clinici su larga scala.

Il percorso è descritto come esempio concreto di una traiettoria formativa che, allo stato attuale, non è replicabile rimanendo in Italia.

Formazione e specializzazione

Negli Stati Uniti l’accesso alla disciplina è strutturato su più livelli accademici e professionali, con percorsi riconosciuti e certificazioni standardizzate.

Percorso formativoCaratteristiche principali
Master in Nursing/Clinical InformaticsProgramma 1-2 anni; integra clinica, scienza dei dati e gestione dei sistemi informativi sanitari.
PhD in Nursing InformaticsDottorato di ricerca con focus su NLP clinico, modelli predittivi, valutazione dell’usabilità.
DNP con specializzazione informaticaDottorato professionale orientato alla pratica e alla leadership clinica digitale.
CertificatiCertificazioni professionali rilasciate da società scientifiche; un esempio è l’AMIA Health Informatics Certification, riconosciuta a livello internazionale.

In Italia esistono master di secondo livello e corsi di perfezionamento, ma manca un percorso accademico coerente di laurea magistrale e dottorato dedicato alla nursing informatics.

Il ruolo delle associazioni scientifiche

Le società scientifiche sono parte integrante della professione. Esistono diverse associazioni internazionali dedicate alla nursing informatics, tra cui una delle principali è l’American Medical Informatics Association (AMIA).

L’AMIA include un Nursing Informatics Working Group che riunisce oltre 400 professionisti e si occupa di linee guida, definizione delle competenze, advocacy politica e formazione continua(1).

Negli ultimi anni il gruppo ha posto al centro tre temi chiave dell’era IA:

  • integrazione dell’intelligenza artificiale nei flussi di lavoro infermieristici
  • alfabetizzazione sui dati e competenze IA nei curricula infermieristici
  • regolamentazione dell’IA clinica e principio del human-in-the-loop(3)

Sbocchi professionali

La formazione in informatica sanitaria apre l’accesso a vari sbocchi di responsabilità clinica, organizzativa e strategica, sia in ambito ospedaliero sia in ambito accademico, di ricerca e industriale. Esempi di ruolo possono essere:

RuoloFunzione principale
Data ScientistAnalizza dati clinici e operativi, sviluppa modelli predittivi e supporta la ricerca traslazionale.
Director of Nursing InformaticsDefinisce strategia e standard di documentazione elettronica infermieristica.
Chief Nursing Informatics OfficerFigura dirigenziale; rappresenta la professione nei tavoli decisionali digitali.
Chief Digital OfficerGuida la trasformazione digitale dell’organizzazione sanitaria.

Nel sistema italiano, la maggior parte di questi ruoli non è prevista contrattualmente. Le competenze, quando richieste, vengono coperte da figure non infermieristiche, con perdita di prospettiva clinica nel disegno dei sistemi.

Cosa serve per colmare il gap

Per allineare l’Italia agli standard formativi e professionali europei e statunitensi sono necessari interventi su tre piani.

PianoIntervento necessario
FormativoIstituzione di una laurea magistrale in nursing informatics e di percorsi di dottorato dedicati.
ProfessionaleRiconoscimento contrattuale dei ruoli.
IstituzionaleRuolo attivo della Fnopi nella promozione della formazione digitale infermieristica, nella definizione del profilo dell’infermiere informatico e nella sua rappresentanza all'interno dei processi di innovazione tecnologica del sistema sanitario.

Esperienze internazionali consolidate (Stati Uniti, Regno Unito, Paesi nordici) mostrano che l’integrazione dell’infermiere informatico nei processi decisionali migliora l’adozione delle tecnologie e riduce il carico documentale(2,3).

Conclusioni

La trasformazione digitale del Servizio Sanitario Nazionale è già in corso, con scadenze definite e investimenti rilevanti vincolati al PNRR.

La professione infermieristica italiana ha l’opportunità e la necessità, di costruire competenze specialistiche in informatica sanitaria per non restare ai margini del cambiamento.

Servono percorsi accademici dedicati, riconoscimento professionale dei ruoli e una rappresentanza istituzionale strutturata. Senza questi passaggi, il gap con gli altri sistemi sanitari europei è destinato ad ampliarsi.