Aggressione in pieno giorno
Un’infermiera è stata aggredita da un paziente nel centro di salute mentale di Oderzo.
L’episodio è avvenuto lunedì, intorno alle 14, quando un paziente avrebbe perso il controllo e colpito l’operatrice.
L’infermiera è stata soccorsa dal personale presente e portata in pronto soccorso. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, chiamati a ricostruire la dinamica dell’accaduto.
La lavoratrice è stata lasciata a casa per alcuni giorni per riprendersi dall’infortunio subito.
Fials: “Sicurezza dei lavoratori ospedalieri in calo”
A denunciare la situazione è Gianluca Martin, rappresentante dei Sindacati Ospedalieri Fials, che richiama l’aumento degli episodi di violenza contro il personale sanitario.
La sicurezza dei lavoratori ospedalieri è in netto calo
, afferma Martin. Stanno aumentando gli episodi di violenze ed aggressioni, sia da parte di malati con patologie psichiche che da parte di persone che soffrono di dipendenze
.
Per il sindacato, il rischio a cui sono esposti gli operatori non trova ancora un adeguato riconoscimento sul piano contrattuale.
Aggressioni e disaffezione verso la professione
Martin richiama anche la propria esperienza personale, ricordando di essere stato aggredito a settembre mentre lavorava in pronto soccorso.
I problemi inerenti la sicurezza di noi operatori stanno aumentando. Non siamo tutelati, è evidente che il problema esiste
, sottolinea. A fronte di una stipendialità ferma, il grado di rischio si va aggravando
.
Secondo il rappresentante Fials, anche questi aspetti contribuiscono alla crescente disaffezione verso la professione infermieristica.
Alla questione sicurezza si aggiunge quella degli organici. Secondo la Fials, in tutta l’Usl 2 mancherebbero almeno 100 infermieri. I bandi regionali per le assunzioni non riuscirebbero a coprire l’intero fabbisogno, con ricadute sulla qualità dei servizi.
Il sindacato chiede quindi un intervento della Regione e dell’Usl 2 per affrontare insieme sicurezza, personale e organizzazione dei servizi.
Circa 600 aggressioni l’anno
Il problema non riguarda solo Oderzo. Negli ultimi anni, nell’Usl, le aggressioni al personale sanitario sarebbero aumentate fino ad arrivare a circa 600 casi l’anno. I reparti più colpiti sono pronto soccorso e servizi psichiatrici degli ospedali di Treviso, Conegliano e Montebelluna.
Per Martin pesa anche l’assenza di presidi fissi delle forze dell’ordine negli ospedali, che allunga i tempi di intervento quando si verificano episodi di violenza.