Cinque infermieri feriti al Cps
Paura al pronto soccorso di Vimercate, dove un uomo ha distrutto una vetrata e una postazione del triage dopo il rifiuto del ricovero.
L’episodio si è sviluppato in due momenti distinti nella serata di mercoledì. Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe rivolto prima al Centro psicosociale e poi al pronto soccorso, più per cercare un riparo per la notte che per una reale necessità clinica.
Al Cps la situazione è degenerata: cinque infermieri sono rimasti feriti durante il tentativo di gestione del paziente. Per tutti è stata indicata una prognosi di una settimana.
Dopo il diniego del ricovero, l’uomo avrebbe dato in escandescenze anche al pronto soccorso, infrangendo vetri e danneggiando una postazione del triage.
Il rumore dei vetri e il caos improvviso hanno generato paura tra i pazienti in attesa. La situazione è stata poi gestita dal personale sanitario, che ha garantito la continuità del servizio.
Nonostante i danni e la tensione, il pronto soccorso ha continuato a funzionare. Secondo quanto riferito dall’Asst Brianza, «il servizio è andato avanti per tutta la notte, registrando solo brevi rallentamenti». La sistemazione degli spazi danneggiati sarebbe avvenuta in tempi rapidi, con un intervento immediato.
Il direttore generale dell’Asst Brianza, Carlo Alberto Tersalvi, ha espresso vicinanza «ai cinque dipendenti coinvolti e a tutto il personale del pronto soccorso».
Aggressioni in calo, ma pressione ancora alta
L’azienda sottolinea che episodi di questo tipo, pur gravi, non sarebbero frequenti. I dati interni indicano infatti una riduzione delle aggressioni: dopo il picco del 2024, con 146 episodi, nel 2025 gli eventi sono scesi a 77.
Il calo viene collegato a un insieme di misure di prevenzione, tra cui sistemi di gestione del rischio, formazione specifica, miglioramento della comunicazione con l’utenza e introduzione di figure organizzative come il flow manager nei reparti più critici.
Resta però il tema della pressione quotidiana sui servizi di emergenza. A Vimercate gli accessi urgenti sfiorano ormai i 200 al giorno, con numeri in crescita e un carico assistenziale significativo.
Secondo la direzione, il pronto soccorso si trova sempre più spesso a gestire situazioni di disagio sociale più che vere emergenze cliniche. Un equilibrio difficile, affidato ogni giorno a 20 medici, 54 infermieri e 19 Oss.