Spesa sanitaria 2026, Corte dei conti: nodo infermieri tra costi e carenze

Scritto il 28/04/2026
da Redazione

La spesa sanitaria cresce, ma il sistema continua a mostrare fragilità strutturali, soprattutto sul fronte del personale infermieristico. È uno dei passaggi più rilevanti emersi dall’audizione della Corte dei conti sul Documento di finanza pubblica 2026, dove l’aumento delle risorse si accompagna a criticità persistenti nella tenuta degli organici.

Più risorse, ma il peso sul PIL non cambia

Nel 2026 la spesa sanitaria è prevista in crescita fino a 148,5 miliardi di euro, con un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il rapporto con il PIL resta stabile intorno al 6,4%, segnalando un aumento che non si traduce in un rafforzamento strutturale del sistema.

Un dato che assume particolare rilevanza se letto insieme alle dinamiche del personale sanitario, in particolare infermieristico. Tra le voci di spesa in maggiore aumento c’è quella dei redditi da lavoro dipendente, prevista in crescita del 7,3% nel 2026.

L’incremento è legato ai rinnovi contrattuali, alle nuove assunzioni e agli interventi sul trattamento accessorio, inclusi quelli destinati ai contesti più critici come i pronto soccorso.

Una crescita che riflette il tentativo di intervenire su salari e condizioni di lavoro, ma che arriva in un contesto segnato da difficoltà strutturali nel reperire e trattenere personale.

Il nodo infermieristico: dimissioni e carenza

La stessa Corte dei conti evidenzia come il personale sanitario resti un elemento essenziale per la qualità dell’assistenza, ma segnala anche criticità persistenti. Tra queste, spiccano le dimissioni anticipate e le difficoltà di reclutamento, fenomeni particolarmente evidenti proprio tra gli infermieri.

I dati mostrano uscite significative in diverse regioni, segno di una professione sempre più esposta a condizioni di lavoro complesse e, in molti casi, poco attrattive. Per far fronte a queste criticità, la legge di bilancio 2026 prevede un piano straordinario di assunzioni, con risorse pari a 450 milioni di euro annui.

Secondo le stime, queste risorse potrebbero tradursi in oltre 6mila nuovi ingressi nel comparto sanitario, a cui si aggiungono misure di stabilizzazione e incentivi economici, tra cui l’aumento delle indennità specifiche per infermieri.

Tuttavia, il quadro delineato suggerisce che si tratta di interventi necessari ma non sufficienti a invertire la tendenza. Parallelamente, aumentano anche altre componenti della spesa sanitaria, come farmaci, dispositivi e prestazioni acquistate dal privato accreditato, segno di una pressione crescente sulla domanda di assistenza.

In questo contesto, il ruolo degli infermieri diventa ancora più centrale, soprattutto nei nuovi modelli organizzativi legati alla sanità territoriale e al PNRR.