Il blocco di Hormuz porterà ad una carenza di farmaci: a rischio antibiotici e oncologici

Scritto il 15/04/2026
da Redazione

Il sistema farmaceutico europeo potrebbe trovarsi nei prossimi mesi di fronte a nuove criticità nella disponibilità di farmaci. A lanciare l’allarme è il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, che segnala i possibili effetti della crisi geopolitica legata allo Stretto di Hormuz. Il nodo riguarda la catena di approvvigionamento delle materie prime, già messa sotto pressione da una sequenza di crisi internazionali negli ultimi anni.

A rischio farmaci essenziali

Secondo Farmindustria, in caso di prolungamento del blocco nello Stretto di hormuz, potrebbero verificarsi carenze di medicinali di uso comune e terapie complesse.

Tra i prodotti più esposti:

Si tratta di farmaci la cui produzione dipende da precursori petrolchimici provenienti dal Golfo e trasportati lungo rotte oggi a rischio.

Oltre al rischio di carenze, cresce la pressione sui costi di produzione. La guerra in Iran sta determinando il terzo shock in quattro anni, dopo Ucraina e crisi del Mar Rosso, evidenzia Cattani.

Le stime indicano aumenti significativi:

  • ingredienti attivi tra il 20% e il 60%
  • alluminio +20%
  • plastiche e PVC tra il 20% e il 35%

In un sistema di prezzi amministrati, questi costi ricadono interamente sulle aziende e mettono a rischio la sostenibilità della produzione farmaceutica, sottolinea.

Scorte disponibili ma con orizzonte limitato

Al momento non si registrano carenze diffuse, ma la tenuta del sistema dipende dalla durata della crisi. Normalmente lo stock è di alcuni mesi, spiega Cattani, evidenziando come la disponibilità effettiva vari in base ai piani di approvvigionamento delle singole aziende.

Se il blocco dovesse prolungarsi, il rischio è un progressivo rallentamento nella produzione, legato sia alla difficoltà di reperire materie prime sia all’aumento dei costi.

Il quadro è reso più complesso dalle dinamiche globali. Gli Stati Uniti stanno rafforzando la propria attrattività industriale, anche attraverso politiche che influenzano i prezzi dei farmaci a livello internazionale.

Questa evoluzione mette a rischio la base industriale in Europa, avverte Cattani, sottolineando come il sistema europeo si trovi oggi stretto tra le pressioni di mercato globali e le crisi geopolitiche.

Le possibili carenze non rappresentano solo un problema industriale, ma hanno ricadute dirette sull’assistenza. La disponibilità di antibiotici, farmaci cronici e terapie oncologiche è un elemento essenziale per garantire continuità terapeutica, soprattutto nei pazienti più fragili.

Eventuali criticità nella filiera potrebbero tradursi in difficoltà operative per ospedali e servizi territoriali, con un impatto diretto anche sull’organizzazione del lavoro sanitario.

Per Farmindustria, è necessario un intervento strutturale per rafforzare la resilienza del sistema. Serve una strategia per garantire accesso ai farmaci e sostenere la competitività dell’industria, conclude Cattani, richiamando anche la necessità di ridurre i tempi di accesso ai nuovi farmaci.

In un contesto sempre più instabile, la sicurezza delle filiere farmaceutiche si conferma un elemento strategico non solo per l’industria, ma per la tenuta complessiva del sistema sanitario.