L’Opi prende posizione: “In gioco la dignità professionale”
Maurizio Zega, presidente Opi Roma
Pur mantenendo il proprio ruolo istituzionale, l’Opi Roma rompe un silenzio che, in questi casi, rischierebbe di essere interpretato come distanza.
È giusto che gli Ordini Professionali non entrino nelle dinamiche sindacali – afferma il presidente Maurizio Zega – ma talvolta si ha la sensazione che, prima ancora di problemi retributivi, sia in gioco la dignità stessa di una attività professionale
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Un intervento che segna un punto di equilibrio: da un lato il rispetto delle competenze, dall’altro la necessità di non restare indifferenti quando il tema tocca il valore della professione.
Il richiamo dell’Ordine parte da un dato concreto. Nel Lazio, circa un terzo degli infermieri iscritti opera nel settore privato o privato accreditato.
Non si tratta quindi di una realtà residuale, ma di una componente strutturale del sistema sanitario. Le condizioni di lavoro in questo ambito incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza e sulla tenuta complessiva dei servizi.
Per questo, sottolinea l’Opi, sarebbe “miopia politica e scarso senso delle istituzioni” considerare il tema come secondario.
Retribuzioni e divari
La questione economica resta sullo sfondo, ma con implicazioni più ampie. Gli infermieri italiani partono già da livelli retributivi inferiori rispetto alla media europea. A questo si aggiunge un ulteriore gap tra pubblico e privato, che rischia di amplificare la perdita di attrattività della professione.
Un segnale arriva anche dal sistema formativo: nel Lazio, i posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica superano le domande. Alla Sapienza, ad esempio, oltre 2400 posti a fronte di poco più di mille candidature; a Tor Vergata meno di 600 domande per oltre 900 posti disponibili.
Numeri che raccontano una difficoltà crescente nel reclutamento e che rendono il tema delle condizioni lavorative ancora più centrale.
Il richiamo dell’Ordine
L’Opi Roma non entra nel merito delle trattative, ma indica una direzione chiara. L’invito alle parti è quello di compiere uno sforzo di equità
nei confronti degli infermieri del settore privato, per ridurre le disparità e garantire condizioni professionali più omogenee.
Un passaggio che richiama direttamente la responsabilità istituzionale degli attori coinvolti, in un momento in cui il sistema sanitario mostra segnali evidenti di fragilità.