“Meno infermieri, più servizi”
In Piemonte la carenza infermieri torna al centro del confronto.
Il dato più immediato riguarda la provincia di Alessandria, dove nei presidi Asl si registrano circa 170 infermieri in meno. Una carenza che, secondo i sindacati, non è episodica ma si trascina da anni senza risposte concrete.
La mobilitazione è inevitabile, per difendere la dignità professionale di chi ogni giorno tiene in piedi il sistema sanitario regionale nonostante tutto
, è la posizione espressa da Cisl, Fials, Nursind e Nursing Up al termine del confronto con la Regione.
Il nodo principale è quello dell’equilibrio tra risorse e servizi. Da un lato l’espansione della sanità territoriale, con Case e Ospedali di Comunità; dall’altro un personale che non cresce, anzi diminuisce.
I dati della crisi parlano chiaro: più carico di lavoro, meno personale, con particolare drammaticità per quanto riguarda gli infermieri
, denunciano i rappresentanti sindacali.
Secondo quanto emerso, negli ultimi mesi si registra anche un calo di circa 100 infermieri a livello regionale, mentre aumentano altre figure, come la dirigenza. Una dinamica che, nella pratica quotidiana, si traduce in carichi di lavoro sempre più elevati e difficoltà crescenti nella copertura dei turni.
Turni scoperti e risorse ridotte: cresce la pressione sui reparti
A rendere il quadro ancora più critico è la riduzione delle risorse destinate alle prestazioni aggiuntive. A fronte di questa emorragia, la risposta non può essere quella di dimezzare i fondi per coprire i turni
, sottolineano i sindacati.
Il rischio, con l’avvicinarsi del periodo estivo, è che anche la programmazione delle ferie diventi un problema concreto per molti servizi.
Nel frattempo cambia anche l’atteggiamento dei professionisti. Nessun infermiere è più disposto a lavorare oltre l’orario contrattuale gratuitamente. Quel tempo è finito
, avvertono le sigle.
La questione non è solo organizzativa, secondo i sindacati la carenza di personale sta già incidendo sugli standard assistenziali: La sicurezza delle cure è a rischio a causa di un rapporto infermiere/paziente ormai lontano dai livelli di guardia
.
Nel mirino anche la sostenibilità della riforma territoriale. “È matematicamente impossibile aprire nuovi servizi con meno personale e meno risorse”, denunciano, parlando di un sistema che rischia di redistribuire le carenze invece di risolverle.
Il confronto con la Regione proseguirà nei prossimi giorni, ma il clima resta teso. Sul tavolo non c’è solo una vertenza sindacale, ma una questione più ampia che riguarda la tenuta stessa del sistema sanitario regionale, stretto tra nuovi modelli organizzativi e una disponibilità di personale sempre più ridotta.