Una criticità sempre più evidente
Ospedale Maggiore Bologna
La carenza di infermieri torna al centro dell’attenzione anche a Bologna, dove le aziende sanitarie segnalano una crescente difficoltà nel reclutamento e nella tenuta degli organici.
Oggi siamo molto preoccupati della carenza del personale infermieristico
, ha dichiarato la direttrice generale dell’Ausl di Bologna, Anna Maria Petrini, sottolineando come il fenomeno rappresenti una criticità su cui è necessario intervenire con strategie mirate.
Uno dei segnali più evidenti riguarda il calo della partecipazione ai concorsi e l’andamento delle iscrizioni universitarie.
Secondo quanto evidenziato, i numeri dei candidati risultano significativamente inferiori rispetto a quelli registrati solo pochi anni fa. Una dinamica che si accompagna a una riduzione degli iscritti ai corsi di laurea in infermieristica.
Un dato che conferma una tendenza già osservata in altre realtà regionali: la professione perde attrattività già nella fase di accesso.
Il nodo economico e la valorizzazione professionale
Tra i fattori individuati, emerge la necessità di intervenire anche sulla dimensione economica.
Secondo quanto sottolineato, il rilancio della professione infermieristica passa non solo da un riconoscimento del ruolo, ma anche da politiche in grado di migliorare le condizioni complessive, inclusi gli aspetti retributivi.
Un tema che si collega direttamente alla capacità del sistema sanitario di attrarre e trattenere professionisti qualificati.
Tra le strategie in campo compare anche un elemento meno tradizionale per la sanità: il tema della casa. L’Ausl di Bologna e il Policlinico Sant’Orsola hanno avviato un percorso di adesione alla Fondazione Abitare del Comune, con l’obiettivo di agevolare l’accesso alle soluzioni abitative per il personale sanitario.
Una misura pensata per rendere il territorio più attrattivo, soprattutto in un contesto in cui il costo della vita rappresenta un fattore sempre più rilevante nella scelta lavorativa.