La libera professione rimane un nodo irrisolto per gli infermieri

Scritto il 16/03/2026
da Redazione

La possibile introduzione della libera professione per medici e psicologi militari, prevista nello schema di riorganizzazione della sanità delle Forze armate attualmente all’esame delle Commissioni Difesa e Affari sociali della Camera, riporta al centro del dibattito sanitario un tema che da anni riguarda l’intero sistema: l’accesso alla libera professione per le professioni sanitarie assistenziali. Se infatti per alcune figure professionali si aprono nuove prospettive di autonomia, per infermieri, ostetriche e altri professionisti sanitari la libera professione continua a muoversi all’interno di un quadro normativo incerto.

Un sistema basato su proroghe

Nel Servizio sanitario nazionale la possibilità di svolgere attività libero-professionale per le professioni sanitarie non mediche esiste formalmente, ma resta legata a proroghe legislative e a un sistema autorizzativo particolarmente restrittivo.

Il recente Milleproroghe ha esteso fino al 31 dicembre 2027 la possibilità per infermieri e altri professionisti sanitari di svolgere attività libero-professionale. Una misura che tuttavia non rappresenta una riforma strutturale della normativa, ma una soluzione temporanea destinata a essere nuovamente rivalutata nei prossimi anni.

Il risultato è un sistema che continua a funzionare in modo disomogeneo e spesso difficile da applicare nella pratica.

Il nodo delle autorizzazioni aziendali

Uno degli aspetti più discussi riguarda il meccanismo previsto dal decreto-legge 127 del 2021, che consente ai professionisti sanitari di svolgere attività libero-professionale solo previa autorizzazione delle aziende sanitarie.

In molti casi questo passaggio amministrativo rappresenta un ostacolo concreto. Le richieste possono essere respinte oppure restare a lungo senza risposta, spesso per motivazioni legate all’organizzazione dei servizi o alla carenza di personale.

Di fatto, una possibilità prevista dalla legge rischia di trasformarsi in un percorso complesso che limita fortemente lo sviluppo della libera professione.

Un quadro normativo ancora incompleto

L’apertura della libera professione per medici e psicologi militari rende ancora più evidente una questione che attraversa da tempo il sistema sanitario: l’assenza di una disciplina stabile per le professioni sanitarie assistenziali.

Per gli infermieri, la libera professione continua infatti a esistere soprattutto sul piano normativo, ma resta spesso difficile da esercitare nella pratica quotidiana.

Tra proroghe legislative, autorizzazioni aziendali e vincoli organizzativi, il tema dell’autonomia professionale degli infermieri rimane così uno dei nodi irrisolti del sistema sanitario.