Aggressioni al personale sanitario tra formazione e dati allarmanti

Scritto il 10/03/2026
da Redazione

La violenza nei confronti di medici e infermieri continua a rappresentare una delle principali criticità nei luoghi di cura. Episodi di aggressione, minacce e insulti stanno diventando sempre più frequenti nei reparti ospedalieri e nei pronto soccorso, con effetti diretti non solo sulla sicurezza dei professionisti ma anche sulla qualità dell’assistenza. Due esperienze recenti, una a Livorno e una a Lecco, mostrano come il fenomeno richieda ormai interventi strutturati di prevenzione e formazione.

Formazione con forze dell’ordine

A Livorno è stato avviato un percorso formativo rivolto agli operatori sanitari per fornire strumenti concreti nella gestione delle situazioni di tensione e aggressività nei contesti ospedalieri.

L’iniziativa nasce dal protocollo sottoscritto tra Prefettura, Regione Toscana e Asl Toscana Nord Ovest e prevede il coinvolgimento diretto delle forze dell’ordine nelle attività di formazione.

Dopo i primi incontri già realizzati con la polizia di Stato, il tavolo istituzionale ha deciso di estendere il percorso coinvolgendo anche i Carabinieri, che affiancheranno gli operatori sanitari in specifiche attività formative rivolte inizialmente al personale dell’ospedale di Livorno.

L’obiettivo è fornire competenze pratiche per riconoscere situazioni a rischio, gestire i momenti di conflitto e rafforzare le strategie di prevenzione.

Il modello potrebbe essere esteso anche agli altri presidi ospedalieri della provincia, in particolare in vista della stagione estiva, periodo in cui l’aumento degli accessi ai pronto soccorso determina spesso un incremento delle tensioni nei reparti.

A Lecco un operatore sanitario su 2 ha subito aggressioni

Se a Livorno si lavora sulla prevenzione, i dati emersi a Lecco mostrano con chiarezza la dimensione del problema. In occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, gli Ordini professionali del territorio hanno presentato i risultati di alcune indagini conoscitive sul fenomeno.

Secondo i dati illustrati, considerando insieme medici e infermieri, circa un operatore sanitario su due ha vissuto episodi di violenza o minacce durante l’attività lavorativa. Tra gli infermieri che hanno partecipato alla survey, il 40% ha dichiarato di aver subito almeno una forma di aggressione nel corso del 2025.

Un dato particolarmente significativo riguarda l’impatto sulla professione: oltre un terzo degli infermieri coinvolti nell’indagine ha dichiarato di aver valutato l’idea di lasciare il lavoro a causa delle condizioni di insicurezza.

La violenza nei confronti degli operatori sanitari non rappresenta soltanto un problema individuale o professionale. Le aggressioni hanno effetti diretti sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità dell’assistenza.

Quando i professionisti lavorano in condizioni di paura o forte pressione psicologica, si riduce inevitabilmente la qualità del clima nei reparti e può risentirne anche il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario.