La storia di Silvia
Assistenza infermieristica a scuola
Silvia ha sette anni e vive a Martinsicuro, in provincia di Teramo. È affetta dalla nascita da una rara encefalopatia epilettica e dello sviluppo causata da una mutazione del gene SCN2A, una condizione che richiede assistenza continua e interventi sanitari anche durante l’orario scolastico.
Quando Silvia avrebbe dovuto iniziare la scuola, la famiglia si è scontrata con un ostacolo comune a molte realtà italiane: l’assenza di un servizio strutturato che garantisca la presenza di personale infermieristico per le prestazioni sanitarie necessarie durante le lezioni.
Tra queste rientrano attività assistenziali essenziali come:
- somministrazione di farmaci
- gestione della disfagia
- nutrizione tramite PEG
- aspirazione delle secrezioni
In mancanza di un supporto sanitario adeguato, Silvia inizialmente non ha potuto frequentare la scuola.
La situazione ha portato la famiglia a rivolgersi alla Asl di riferimento per chiedere l’attivazione di un servizio infermieristico scolastico. Dopo un percorso complesso, è stato possibile ottenere una prima risposta a livello locale che ha consentito alla bambina di tornare in classe.
Da questa esperienza è nato un confronto con le istituzioni regionali che ha portato, in Abruzzo, alla definizione di un modello organizzativo formalizzato con un documento regionale del 25 giugno 2025.
Questo provvedimento ha introdotto un sistema che consente di garantire l’assistenza infermieristica agli alunni con bisogni sanitari complessi durante l’orario scolastico. Oggi Silvia, insieme ad altri bambini della regione, può frequentare la scuola in sicurezza grazie alla presenza di un supporto sanitario adeguato.
Il ruolo dell’assistenza infermieristica nella scuola inclusiva
L’assistenza infermieristica scolastica rappresenta uno snodo fondamentale per rendere effettiva l’inclusione degli alunni con patologie croniche o disabilità complesse.
La presenza di personale sanitario qualificato consente di:
- gestire in sicurezza procedure assistenziali complesse
- garantire la continuità delle terapie
- ridurre il carico assistenziale sulle famiglie
- permettere agli studenti di partecipare pienamente alla vita scolastica
Senza questo supporto, il rischio è che la scuola resti un luogo difficilmente accessibile proprio per gli studenti più fragili.
La storia di Silvia mostra come l’accesso alla scuola per molti bambini con bisogni sanitari complessi dipenda ancora da iniziative individuali e dalla sensibilità delle singole istituzioni locali.
Secondo l’associazione, serve una riflessione nazionale che porti a definire un modello stabile e uniforme di assistenza infermieristica scolastica.
Perché il diritto alla salute e il diritto allo studio, entrambi garantiti dalla Costituzione, possano diventare realmente effettivi per tutti i bambini, indipendentemente dalla regione in cui vivono.