Pistoia, infermiere del 118 trovato morto a 32 anni 


Scritto il 20/02/2026
da Redazione

Federico Bonacchi, infermiere del 118, è stato trovato morto nella sua abitazione a Quarrata, in provincia di Pistoia. Aveva 32 anni e avrebbe compiuto 33 anni il prossimo 9 maggio. La scoperta è stata fatta dalla madre, che non riuscendo a mettersi in contatto con lui si è recata a casa del figlio. Inutile l’intervento dei soccorsi.

La scoperta e le prime verifiche

Federico Bonacchi, infermiere del 118

La tragedia si è consumata nella giornata di giovedì 19 febbraio. La madre, non ricevendo risposta alle telefonate, ha deciso di raggiungere l’abitazione del figlio, dove lo ha trovato esanime nel letto.

Allertato il 118, sul posto sono intervenuti i sanitari. Per il giovane infermiere non c’era però più nulla da fare. Al momento non risultano patologie pregresse. La Procura valuterà se disporre l’esame autoptico per chiarire le cause del decesso.

Il mondo dell’emergenza territoriale toscana si è immediatamente stretto attorno alla famiglia.

Laureato in Scienze infermieristiche, Bonacchi aveva lavorato per alcuni anni alla centrale operativa del 118 di via Matteotti, a Pistoia. Da novembre era rientrato sul territorio, operando come infermiere sulle ambulanze delle associazioni e sulle automediche.

Il 19 febbraio aveva concluso il turno alla Casa della salute di Agliana, sede dell’automedica del 118 della Piana, salutando i colleghi in vista di un nuovo turno che non avrebbe mai svolto.

A ricordarlo è David Nucci, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche Firenze-Pistoia: un infermiere appassionato dell’emergenza, attento all’aggiornamento professionale e impegnato nella formazione.

Aveva recentemente seguito un corso dedicato alla gestione dell’emergenza in contesti di guerra e aveva investito personalmente in un ecografo portatile per approfondire competenze cliniche avanzate.

Il cordoglio della comunità professionale

La scomparsa di Federico Bonacchi riporta alla memoria un’altra giovane collega dell’emergenza territoriale toscana, Laura Porta, morta a 37 anni nel febbraio 2024.

Per il sistema dell’emergenza-urgenza si tratta di una perdita che colpisce non solo sul piano umano, ma anche professionale. In un settore già segnato da carichi elevati e forte esposizione emotiva, la morte improvvisa di un giovane infermiere lascia sgomento tra colleghi e operatori.

L’intera comunità infermieristica si stringe attorno ai familiari, nel rispetto di un dolore che travalica il ruolo professionale e riguarda prima di tutto la persona.