Un’escalation di violenza improvvisa
Ennesimo episodio di violenza nel pronto soccorso di Brescia.
I fatti si sono verificati presso l’istituto clinico Città di Brescia, dove l’uomo si era recato per sottoporsi ad alcuni accertamenti. Secondo quanto ricostruito, dopo le prime valutazioni cliniche il paziente avrebbe iniziato a manifestare un crescente stato di agitazione, degenerato in pochi minuti in comportamenti violenti.
Senza un apparente motivo, l’uomo si sarebbe scagliato contro il personale sanitario intervenuto per calmarlo, arrivando ad afferrare un’infermiera per il bavero del camice e a danneggiare una sedia a rotelle e parte dell’impianto elettrico dell’ambulatorio, che è stato reso temporaneamente inagibile.
A seguito della richiesta di aiuto al numero unico di emergenza 112, sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra volante della Polizia di Stato. I poliziotti hanno trovato l’uomo in forte stato di agitazione mentre minacciava un’infermiera e sono riusciti a bloccarlo dopo una colluttazione.
Le testimonianze raccolte dal personale sanitario e da altri presenti hanno confermato l’improvvisa escalation di violenza, avvenuta mentre il paziente era ancora all’interno della struttura ospedaliera.
Il 43enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato con le accuse di danneggiamento aggravato a struttura sanitaria e violenza a incaricato di pubblico servizio. Nei suoi confronti, il questore di Brescia ha inoltre disposto un avviso orale di pubblica sicurezza, atto preliminare alla possibile applicazione della sorveglianza speciale.
Un fenomeno che continua a colpire i pronto soccorso
L’episodio di Brescia si inserisce in una lunga serie di aggressioni che continuano a colpire i pronto soccorso italiani, contesti già segnati da sovraffollamento, carenza di personale e forte pressione assistenziale. Per infermieri e medici, la gestione di situazioni di agitazione e violenza rappresenta ormai una criticità strutturale, con ripercussioni dirette sulla sicurezza degli operatori e sulla qualità dell’assistenza.
Ancora una volta, la cronaca riporta l’attenzione sulla necessità di misure efficaci di prevenzione e tutela per chi lavora quotidianamente in prima linea nei servizi di emergenza.