I risultati della Relazione al Parlamento
Emilia Romagna benchmark nazionale in ambito sanitario
Secondo l’analisi della Corte dei conti, l’Emilia-Romagna mantiene il ruolo di regione benchmark per la definizione dei costi standard del Fondo sanitario nazionale. Un riconoscimento che arriva al termine di un triennio segnato da forti tensioni sul sistema sanitario, tra inflazione, carenza di personale e aumento della domanda di cure.
La Regione ottiene valutazioni positive in tutte le principali aree monitorate, con risultati particolarmente significativi in Prevenzione, Assistenza distrettuale e Assistenza ospedaliera, confermando una capacità organizzativa che resta sopra la media nazionale.
Nel commentare i dati, il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore alla Sanità Massimo Fabi hanno attribuito il risultato al lavoro quotidiano di infermieri, medici e operatori sanitari.
Un riconoscimento che arriva, però, in un contesto tutt’altro che semplice. Anche in una regione considerata virtuosa, restano aperte criticità legate al definanziamento della sanità pubblica, agli stipendi e alla disponibilità di personale, oltre all’aumento degli episodi di aggressione nei confronti degli operatori.
Pagamenti e mobilità sanitaria
Tra gli indicatori positivi segnalati dalla Corte dei conti figura anche la gestione finanziaria. L’Emilia-Romagna si colloca tra le regioni più virtuose nei pagamenti ai fornitori, con un anticipo medio di oltre cinque giorni rispetto alle scadenze previste.
Sul fronte della mobilità sanitaria, nel 2024 la Regione ha registrato un saldo attivo di oltre 525 milioni di euro, confermando una forte capacità attrattiva nei confronti dei pazienti provenienti da altre aree del Paese. Un dato che riflette l’elevato livello di offerta, ma che contribuisce anche ad aumentare la pressione sui servizi e sugli organici.
I vertici regionali hanno richiamato la necessità di intervenire su nodi strutturali, a partire dalla riduzione delle liste d’attesa, tema centrale anche nel confronto nazionale sul futuro del Sistema sanitario nazionale.
Il quadro che emerge è quello di un sistema sanitario solido sul piano organizzativo, ma chiamato a mantenere l’equilibrio in una fase complessa, in cui la qualità dei servizi dipende sempre più dalla capacità di sostenere il lavoro quotidiano degli operatori e di rispondere a una domanda di salute in costante crescita.