Mattarella: il Ssn è un grande patrimonio della Repubblica

Scritto il 27/10/2026
da Redazione

Sergio Mattarella ha definito il Servizio sanitario nazionale un «grande patrimonio della Repubblica» e uno dei «sistemi universalistici di maggior valore». Il Capo dello Stato ha parlato il 26 ottobre 2026 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, alla cerimonia di apertura del quinto Festival delle Regioni e delle Province autonome. Ha ricordato i 15,6 miliardi del Pnrr destinati alla salute e ha affidato alle Regioni il consolidamento delle riforme.

Il Presidente Mattarella sul Servizio sanitario nazionale

Il Presidente ha legato il Ssn alla Carta. Secondo Mattarella la grande maggioranza dei cittadini è consapevole «della necessità di preservare e sviluppare uno strumento fondamentale per assicurare il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione», il diritto che l'articolo 32 della Costituzione riconosce come fondamentale per la persona e interesse della collettività.

Poi la lezione della pandemia: «Abbiamo sperimentato i limiti di una organizzazione sanitaria incentrata sui grandi ospedali e sui medici di base». Mattarella ha indicato il punto debole nella mancanza di strutture sanitarie intermedie capaci di avvicinare le cure ai territori.

Quali investimenti del Pnrr in sanità ha ricordato?

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza vale oltre 194 miliardi di euro, 15,6 dei quali per la sanità. Il Presidente ha citato l'attivazione di 1.270 Case di comunità e 327 Ospedali di comunità, oltre 6.000 nuovi posti letto di terapia intensiva e semintensiva, 3.200 grandi apparecchiature sanitarie, la telemedicina per 566.000 persone e il potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico.

Mattarella ha apprezzato anche la governance del Piano, «un modello che ha permesso di realizzare riforme e investimenti di portata rilevante in un tempo estremamente contenuto», e ha proposto di applicarne le lezioni, con i necessari adattamenti, all'amministrazione ordinaria.

Perché la fase affidata alle Regioni riguarda gli infermieri?

«Alle Regioni spetterà adesso un ruolo centrale nel garantire che le innovazioni introdotte si consolidino», ha detto il Presidente, con un richiamo esplicito alle Regioni ancora in ritardo sugli standard. Nell'assistenza territoriale consolidare significa soprattutto mettere personale nelle nuove strutture, e la quota più ampia di quel personale è infermieristica.

Il DM 77/2022 sugli standard dell'assistenza territoriale prevede 7-11 infermieri per ogni Casa della comunità hub, 7-9 infermieri per ogni Ospedale di comunità da 20 posti letto e un Infermiere di famiglia o comunità ogni 3.000 abitanti. Applicato ai 327 Ospedali di comunità citati da Mattarella, lo standard vale tra 2.289 e 2.943 infermieri. Con circa 59 milioni di residenti, il parametro IFeC porta il fabbisogno nazionale vicino a 20.000 professionisti.

Nel discorso di Firenze il Capo dello Stato non ha parlato di personale. Le scelte che toccano la professione arriveranno dai piani regionali di assunzione e dall'organizzazione dei servizi territoriali nei prossimi mesi.

Fonti

  1. Costituzione della Repubblica Italiana, art. 32. Gazzetta Ufficiale n. 298 del 27 dicembre 1947. Disponibile su: https://www.quirinale.it/allegati_statici/costituzione/costituzione.pdf
  2. Presidenza del Consiglio dei Ministri. Italia Domani, il portale del Pnrr [Internet]. [citato 27 ottobre 2026]. Disponibile su: https://www.italiadomani.gov.it/
  3. Ministero della Salute. Decreto 23 maggio 2022, n. 77. Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 144 del 22 giugno 2022. Disponibile su: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/06/22/22G00085/sg

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