Vaccino contro l’influenza 2027: la nuova composizione indicata dall’OMS

Scritto il 28/09/2026
da Redazione

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha definito la composizione raccomandata dei vaccini contro l’influenza per la stagione 2027 nell’emisfero australe. L’aggiornamento, annunciato il 25 settembre 2026, deriva dalla consultazione internazionale periodicamente condotta per valutare l’evoluzione dei virus influenzali e individuare i ceppi da includere nei vaccini della stagione successiva. L’aggiornamento della composizione è necessario perché i virus influenzali evolvono continuamente. Le raccomandazioni dell’OMS costituiscono quindi un riferimento per le autorità regolatorie nazionali e per i produttori impegnati nello sviluppo, nella produzione e nell’autorizzazione dei vaccini stagionali.

Quali virus influenzali hanno circolato nel 2026

La decisione è basata sui dati raccolti attraverso il Global Influenza Surveillance and Response System (GISRS) e altre fonti di sorveglianza internazionale.

Tra febbraio e agosto 2026 sono stati rilevati, in proporzioni differenti nelle diverse aree del mondo, virus A(H1N1)pdm09, A(H3N2) e influenza B.

I virus influenzali di tipo A sono risultati predominanti nella maggior parte delle regioni. Un andamento differente è stato osservato nell’Africa settentrionale e occidentale, in Nord America e nell’Asia orientale, dove hanno prevalso i virus influenzali B.

Il quadro epidemiologico e virologico viene analizzato dagli esperti dei Collaborating Centres e degli Essential Regulatory Laboratories dell’OMS. La valutazione viene effettuata due volte l’anno, in modo da formulare separatamente le raccomandazioni destinate alle stagioni influenzali dei due emisferi.

Aggiornata la composizione dei vaccini

Per i vaccini antinfluenzali prodotti su uova, l’OMS raccomanda che i prodotti destinati alla stagione 2027 nell’emisfero australe contengano virus antigenicamente simili a:

  • A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09-like virus;
  • A/Darwin/1454/2025 (H3N2)-like virus;
  • B/Tokyo/EIS13-175/2025 (B/Victoria lineage)-like virus.

La composizione comprende quindi due componenti di influenza A e una appartenente al lignaggio B/Victoria.

Per i vaccini prodotti attraverso colture cellulari, proteine ricombinanti o piattaforme basate su acidi nucleici, la composizione indicata presenta alcune differenze.

L’OMS raccomanda:

  • A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09-like virus;
  • A/Darwin/1415/2025 (H3N2)-like virus;
  • B/Pennsylvania/14/2025 (B/Victoria lineage)-like virus.

Rimane dunque invariata la componente H1N1 rispetto ai vaccini prodotti su uova, mentre sono differenti i virus di riferimento indicati per H3N2 e B/Victoria.

L’influenza stagionale continua a determinare ogni anno un rilevante impatto sanitario, con numerosi casi di malattia e ospedalizzazioni. La capacità dei virus influenzali di modificarsi nel tempo rende necessaria una sorveglianza virologica continua e il periodico adeguamento della composizione vaccinale.

L’obiettivo è ottenere la migliore corrispondenza possibile tra i virus contenuti nei vaccini e quelli che si prevede possano circolare durante la successiva stagione influenzale, così da ottimizzare la protezione contro le forme gravi della malattia e i decessi.

Da quasi 75 anni il Global Influenza Surveillance and Response System dell’OMS dimostra il potere della solidarietà globale nella sanità pubblica, ha dichiarato Maria Van Kerkhove, direttrice OMS per la gestione delle epidemie e delle pandemie, sottolineando il ruolo della condivisione internazionale di dati, virus e competenze.

Sotto osservazione anche i virus influenzali di origine animale

La valutazione non riguarda esclusivamente l’influenza stagionale. Gli esperti hanno analizzato anche i virus influenzali circolanti negli animali, con particolare attenzione a quelli che hanno già provocato infezioni nell’uomo.

I virus influenzali zoonotici vengono monitorati per il loro potenziale pandemico. Nell’ambito delle consultazioni semestrali vengono quindi selezionati anche nuovi Candidate Vaccine Viruses (CVV) derivati dai virus zoonotici contemporanei.

Questi virus candidati possono essere utilizzati per accelerare la produzione di vaccini qualora emergesse una minaccia pandemica.

La raccomandazione per l’emisfero australe rappresenta quindi uno dei passaggi della sorveglianza internazionale sull’influenza: dall'analisi dei virus che stanno circolando alla selezione dei ceppi vaccinali, fino alla preparazione rispetto a possibili nuove minacce influenzali.