Studio AIR-STEMI Ferrara: meno angioplastiche e complicanze

Scritto il 31/08/2026
da Redazione

Lo studio AIR-STEMI, coordinato dalla Cardiologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara, ha arruolato 1.823 pazienti con infarto STEMI e malattia multivasale. Misurare quanto una stenosi ostacola davvero il flusso, invece di fermarsi a quanto appare stretta, ha ridotto di oltre un terzo gli eventi clinici a 18 mesi e ha quasi dimezzato le angioplastiche sulle coronarie non responsabili dell’infarto. I risultati arrivano dall’ESC Congress 2026 di Monaco di Baviera e dal New England Journal of Medicine.

Nei pazienti colpiti da infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), riaprire in urgenza la coronaria responsabile è solo il primo passo. Molti hanno restringimenti anche in altri vasi, e da anni le linee guida indicano di trattare le stenosi significative. Resta aperta la domanda su quali: la coronarografia mostra quanto un’arteria è stretta, non quanto quel restringimento riduce l’afflusso di sangue al muscolo cardiaco.

Lo studio AIR-STEMI (Functional Coronary Angiography to Indicate and Guide Revascularization in STEMI Patients with Multivessel Disease) ha messo alla prova le due strategie. Ha arruolato 1.823 pazienti in 21 centri fra Italia e Pakistan, con capofila l’Unità operativa di Cardiologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara diretta da Gabriele Guardigli. Età mediana 66 anni, 24% donne. Simone Biscaglia, principal investigator dello studio, ne ha presentato i risultati alla sessione Hot Line del congresso della Società europea di cardiologia, con pubblicazione simultanea sul New England Journal of Medicine.

Come funziona la valutazione funzionale

Dopo la riapertura dell’arteria responsabile, i pazienti sono stati assegnati adue percorsi. Nelgruppo di controllola decisione sulle altre stenosi si è basata sull’aspetto angiografico, come nella pratica corrente. Nelgruppo sperimentalele immagini della coronarografia sono state inviate al Core Laboratory angiografico di Ferrara, diretto da Gianluca Campo, che ha ricostruito i vasi in tre dimensioni e ha calcolato la riserva frazionale di flusso derivata dall’angiografia, senza introdurre alcun filo guida di pressione. Le lesioni con valore pari o inferiore a 0,80 sono state trattate con angioplastica; quelle sopra 0,80 sono state affidate alla sola terapia medica.

Il laboratorio ha restituito ai centri anche un piano virtuale della procedura, indicando i segmenti che pesavano di più sul flusso.

Eventi ridotti di oltre un terzo, angioplastiche quasi dimezzate

A unfollow-upmediano di 17,9 mesi l’endpoint primario composito, che comprendeva morte per qualsiasi causa, nuovo infarto, evento cerebrovascolare e rivascolarizzazione guidata dall’ischemia, si è verificato nell’8,9% dei pazienti del gruppo funzionale contro il 13,7% del gruppo guidato dalla sola angiografia (hazard ratio 0,62; intervallo di confidenza 95% 0,47-0,83; p<0,001).

La differenza sul numero di procedure è ancora più marcata.Nel gruppo sperimentale ha ricevuto un’angioplastica su un vaso non responsabile dell’infarto il 51,9% dei pazienti, contro il 94,9% del gruppo di confronto. La mortalità per tutte le cause è risultata più bassa nel gruppo funzionale(3,9% contro 5,1%) senza raggiungere la significatività statistica.

Il dato che riguarda più da vicino il lavoro infermieristico è l’endpoint di sicurezza, che sommava danno renale acuto associato al mezzo di contrasto e sanguinamento maggiore: 4,6% contro 7,1% (hazard ratio 0,63; intervallo di confidenza 95% 0,43-0,93; p=0,02).

Cosa cambia in sala e in reparto

Dimezzare le angioplastiche sui vasi non colpevoli riduce la quantità di mezzo di contrasto somministrata e accorcia la permanenza in sala. La flessione del danno renale acuto e dei sanguinamenti maggiori riguarda proprio le complicanze che l’infermiere di emodinamica e di unità coronarica sorveglia nelle ore successive: idratazione periprocedurale secondo protocollo aziendale, bilancio idrico e diuresi oraria, controllo seriato della creatinina, ispezione del sito di accesso, riconoscimento precoce dell’ematoma.

Cambia anche il contenuto del colloquio con il paziente e i familiari. Con la strategia funzionale può capitare che un restringimento visibile in coronarografia non venga trattato con uno stent. Spiegare che la scelta nasce da una misura del flusso, e non da una rinuncia, rientra nell’educazione alla dimissione, insieme al rinforzo sull’aderenza alla terapia medica e sui controlli programmati.

Tre studi, una rete regionale

AIR-STEMI nasce nell’ambito della Ricerca Finalizzata 2021 e prosegue un percorso della cardiologia emiliano-romagnola già arrivato due volte sul New England Journal of Medicine. Nel 2023 lo studio FIRE ha affrontato la rivascolarizzazione completa nei pazienti anziani con infarto e malattia multivasale; nel 2025 PIpELINe ha valutato la riabilitazione multidominio dopo l’infarto negli anziani fragili.

Alla rete hanno partecipato l’Ausl di Bologna con l’Ospedale Maggiore, l’Ausl di Reggio Emilia, le Cardiologie di Rimini, Ravenna, Modena Baggiovara e Piacenza, e l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma.

“Questo progetto nasce da una domanda semplice, ma cruciale per i pazienti con infarto miocardico acuto: come scegliere meglio quali lesioni coronariche trattare?”, ha commentato Biscaglia. “Lo studio mostra che una strategia guidata dalla fisiologia permette di trattare le lesioni clinicamente rilevanti, ridurre interventi e stent inutili e migliorare la sicurezza”.

Per il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi il valore del progetto sta anche nel metodo: “Non parliamo soltanto di innovazione scientifica, ma della capacità del nostro Servizio sanitario pubblico di lavorare come un unico grande sistema”.

Fonti

  1. Erriquez A, Colaiori I, Hakeem A, Guiducci V, Menozzi M, Barbierato M, et al. Functional coronary angiography to indicate and guide revascularization in STEMI patients with multivessel disease: rationale and design of the AIR-STEMI trial. Am Heart J. 2025;284:71-80. doi:10.1016/j.ahj.2025.02.012
  2. Biscaglia S. AIR-STEMI trial. Hot Line 4, ESC Congress 2026, Monaco di Baviera, 29 agosto 2026. Pubblicazione simultanea su N Engl J Med. 2026.
  3. European Society of Cardiology. Functional angiography outperforms conventional imaging in AIR-STEMI trial [Internet]. Sophia Antipolis: ESC; 2026 [consultato il 31 agosto 2026]. Disponibile su:https://www.escardio.org
  4. Regione Emilia-Romagna. Sanità. Dall’Emilia-Romagna una nuova strategia per la cura dell’infarto: il progetto di ricerca AIR-STEMI. Comunicato stampa [Internet]. Bologna; 2026 [consultato il 31 agosto 2026]. Disponibile su:https://notizie.regione.emilia-romagna.it
  5. Biscaglia S, Guiducci V, Escaned J, Moreno R, Lanzilotti V, Santarelli A, et al. Complete or culprit-only PCI in older patients with myocardial infarction. N Engl J Med. 2023;389(10):889-98. doi:10.1056/NEJMoa2300468
  6. Multidomain rehabilitation for older patients with myocardial infarction (studio PIpELINe). N Engl J Med. 2025. doi:10.1056/NEJMoa2502799