Infermieristica tra i corsi affini del semestre filtro: il MUR conferma le regole per l'a.a. 2026/2027

Scritto il 14/07/2026
da Redazione

Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha pubblicato il decreto che disciplina il semestre filtro per l'accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Medicina Veterinaria per l'anno accademico 2026/2027. Tra le novità di maggiore interesse per il sistema delle professioni sanitarie figura la conferma dell'Infermieristica e di altri corsi delle professioni sanitarie tra i cosiddetti "corsi affini", destinati ad accogliere gli studenti che non accederanno al secondo semestre dei corsi di Medicina. La misura si inserisce nell'attuazione della riforma dell'accesso a Medicina, basata sul semestre aperto e sulla successiva graduatoria nazionale di merito. Per il Servizio sanitario nazionale si tratta di una scelta che potrebbe avere effetti significativi anche sui corsi delle professioni sanitarie, sia in termini di iscrizioni sia sotto il profilo organizzativo degli Atenei.

Il decreto disciplina il nuovo semestre filtro

Il provvedimento conferma che l'iscrizione al semestre filtro è libera per i corsi in lingua italiana di Medicina, Odontoiatria e Medicina Veterinaria attivati dalle università statali. Contestualmente, ogni studente dovrà iscriversi anche a un corso affine, che rappresenterà il percorso alternativo nel caso in cui non riesca a collocarsi in posizione utile nella graduatoria nazionale.

L'iscrizione avviene tramite il portale Universitaly e richiede anche il versamento di un contributo forfettario nazionale pari a 250 euro, salvo i casi di esonero previsti dalla normativa sul diritto allo studio.

Semestre filtro 2026/2027: calendario, graduatoria e più tempo per gli esami

Con l'apertura delle iscrizioni sul portale Universitaly, gli studenti potranno presentare domanda fino al 3 agosto, mentre il pagamento del contributo di iscrizione potrà essere effettuato entro il 6 agosto.

Il semestre aperto prenderà ufficialmente il via il 1° settembre 2026. Le attività didattiche si concluderanno almeno dieci giorni prima del primo appello, fissato per il 10 dicembre, mentre la pubblicazione degli esiti è prevista il 23 dicembre. Il secondo appello si svolgerà invece l'11 gennaio 2027, con risultati pubblicati il 20 gennaio.

Rispetto allo scorso anno, il Ministero ha introdotto alcune modifiche organizzative per rendere il percorso più sostenibile. È stato infatti allungato il periodo delle lezioni, posticipando entrambe le sessioni d'esame, e gli studenti avranno 50 minuti per completare ciascuna prova, cinque in più rispetto alla precedente edizione. Inoltre, tra un esame e l'altro sarà prevista una pausa di 30 minuti, raddoppiata rispetto ai 15 minuti previsti nel primo anno di applicazione della riforma.

Resta invariata la struttura delle prove, articolate in 31 quesiti per ciascun insegnamento: 10 domande a completamento e 21 a risposta multipla. Ogni risposta corretta vale 1 punto, mentre ogni errore comporta una penalizzazione di 0,1 punti; le risposte non date non attribuiscono né sottraggono punteggio.

Infermieristica tra i corsi affini

Per l'anno accademico 2026/2027 il Ministero include tra i corsi affini diverse lauree delle professioni sanitarie caratterizzate da un rapporto tra iscritti al primo anno e posti disponibili inferiore a 0,9 nell'anno precedente.

Tra queste figurano:

  • Infermieristica (Classe L/SNT1)
  • Educazione professionale
  • Assistenza sanitaria
  • Podologia
  • Tecniche di laboratorio biomedico
  • Tecniche audiometriche
  • Tecniche audioprotesiche
  • Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
  • Terapia occupazionale

Il decreto prevede inoltre che l'elenco venga aggiornato annualmente dal Ministero sulla base dello stesso criterio.

Quali ricadute per Infermieristica

L'inserimento di Infermieristica tra i corsi affini potrebbe determinare un incremento delle immatricolazioni, soprattutto da parte degli studenti che, dopo il semestre filtro, non accederanno al secondo semestre di Medicina.

Dal punto di vista organizzativo, gli Atenei dovranno gestire un possibile aumento della domanda formativa, con ricadute sulla disponibilità di docenti, sedi di tirocinio e attività professionalizzanti.

Per il Servizio sanitario nazionale la misura potrebbe contribuire ad aumentare il bacino di studenti iscritti ai corsi infermieristici, un aspetto rilevante in un contesto caratterizzato dalla persistente carenza di infermieri e dalle difficoltà di reclutamento evidenziate in molte Regioni.

Tuttavia, un incremento delle iscrizioni dovrà essere accompagnato da adeguati investimenti nella capacità formativa e nella rete dei tirocini, elementi essenziali per garantire la qualità della formazione.

Il contesto della riforma

Il decreto rappresenta uno dei provvedimenti attuativi della riforma introdotta con la legge delega n. 26/2025 e con il decreto legislativo n. 71/2025, che hanno sostituito il tradizionale test di ammissione con il semestre filtro seguito da una graduatoria nazionale basata sui risultati degli esami universitari.

Il semestre comprende tre insegnamenti - Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia - per un totale di 18 CFU, con frequenza obbligatoria secondo quanto previsto dalla normativa europea sulle professioni sanitarie.