Quanto ci irradia una TAC rispetto a un volo intercontinentale?

Scritto il 20/06/2026
da Francesco Prutti

"Ho sentito dire che una TAC equivale a centinaia di radiografie" oppure "Un volo intercontinentale espone a più radiazioni di una TAC". Sono affermazioni che molti pazienti riportano prima di un esame diagnostico e che spesso generano dubbi o preoccupazioni. Le radiazioni ionizzanti fanno parte della nostra vita quotidiana e provengono sia da sorgenti naturali sia da procedure mediche. Tuttavia, il modo in cui il rischio radiologico viene percepito è spesso diverso dalla realtà scientifica. Confrontare la dose ricevuta durante una TAC con quella associata a un lungo viaggio aereo può aiutare a comprendere meglio gli ordini di grandezza e a sviluppare una corretta cultura della radioprotezione.

Le radiazioni sono ovunque

Ogni individuo è costantemente esposto a radiazioni naturali provenienti da:

  • terreno e rocce;
  • atmosfera;
  • radiazione cosmica;
  • alimenti e acqua;
  • radionuclidi naturalmente presenti nel corpo umano.

Questa esposizione prende il nome di fondo naturale di radiazione e rappresenta la principale fonte di dose per la popolazione generale. Le esposizioni mediche si aggiungono a questa dose naturale e devono essere sempre giustificate da un beneficio clinico.

Quanti voli equivalgono a una TAC?

È proprio questo il confronto che suscita maggiore curiosità. Se consideriamo un volo intercontinentale con una dose media di circa 0,05 mSv:

  • una TAC del cranio può corrispondere a circa 20-40 voli;
  • una TAC del torace può corrispondere a oltre 100 voli;
  • una TAC addome-pelvi può equivalere a circa 150-200 voli.

Questi confronti hanno esclusivamente uno scopo divulgativo e non devono essere interpretati come una misura diretta del rischio. Infatti, oltre alla dose ricevuta, contano anche:

  • il tipo di radiazione;
  • la distribuzione nel corpo;
  • l'età del soggetto;
  • il contesto clinico.

Conclusioni

Le radiazioni ionizzanti fanno parte sia dell'ambiente naturale sia della pratica clinica quotidiana.

Un volo intercontinentale comporta un aumento dell'esposizione alla radiazione cosmica, ma la dose ricevuta rimane generalmente molto bassa.

Una TAC espone invece a dosi superiori, variabili in funzione della regione anatomica studiata, ma rappresenta uno strumento diagnostico fondamentale quando correttamente indicato.

Comprendere gli ordini di grandezza delle diverse esposizioni permette di interpretare correttamente il rischio radiologico e di promuovere una cultura della radioprotezione fondata sulle evidenze scientifiche piuttosto che sulla percezione soggettiva del rischio.