Calci e pugni al pronto soccorso di Chioggia
Le aggressioni contro infermieri, medici e operatori sanitari continuano a rappresentare una delle emergenze più gravi della sanità italiana.
L'episodio più recente si è verificato al pronto soccorso dell'ospedale di Chioggia. Secondo quanto riferito dall'Ulss 3 Serenissima, un uomo di circa 45 anni si sarebbe scagliato contro il medico che lo stava visitando, colpendolo con dei calci.
Nel tentativo di fermarlo sono intervenuti due operatori del Suem 118, che sarebbero stati a loro volta colpiti. Durante la colluttazione anche la donna che accompagnava il paziente avrebbe aggredito un'infermiera prima dell'arrivo delle forze dell'ordine, che hanno riportato la situazione sotto controllo. Alcuni operatori avrebbero avuto bisogno di cure sanitarie a seguito dell'accaduto.
Assistiamo all'ennesimo episodio di violenza nei confronti dei lavoratori della sanità. Episodi che, purtroppo, non sono più eccezioni ma si ripetono con preoccupante frequenza
, ha dichiarato Ivan Bernini, segretario generale della Fp Cgil Venezia.
Infermieri sempre più spesso vittime di violenza
Le due vicende evidenziano una realtà che gli operatori denunciano da anni: le aggressioni non riguardano più soltanto i pronto soccorso, ma interessano ormai servizi territoriali, reparti ospedalieri, strutture psichiatriche e assistenza domiciliare.
Una situazione che si inserisce in un contesto già segnato dalla carenza di personale, dai carichi di lavoro elevati e dal crescente disagio professionale. Gli infermieri vanno al lavoro impauriti per il rischio di subire aggressioni
, ha dichiarato Gianni Piccini del Nursind, spiegando come diversi professionisti abbiano già chiesto il trasferimento dalla REMS di Empoli per motivi di sicurezza.
Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto più volte per rafforzare la tutela degli operatori sanitari, introducendo aggravanti specifiche e procedure di arresto in flagranza per chi aggredisce il personale sanitario.
Tuttavia, secondo sindacati e professionisti, il problema continua a manifestarsi con frequenza preoccupante.