Tre nuove lauree magistrali specialistiche
La riforma della formazione infermieristica è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Il cuore della riforma è l’istituzione della nuova area delle Scienze infermieristiche specialistiche, articolata in tre percorsi:
- cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità
- cure neonatali e pediatriche
- cure intensive ed emergenza
I nuovi corsi puntano a formare professionisti con competenze avanzate nei principali setting assistenziali: territorio, pediatria, area critica ed emergenza-urgenza.
L’avvio dei nuovi corsi è previsto dall’anno accademico 2026/2027, con adeguamento dei regolamenti didattici da parte delle università.
Cure primarie e infermieristica di famiglia
Il profilo dedicato alle cure primarie e all’infermieristica di famiglia e comunità rafforza il ruolo dell’infermiere nella presa in carico di persone, famiglie e comunità.
Il professionista specialista sarà chiamato a gestire processi assistenziali complessi, cronicità, fragilità, disabilità, prevenzione, educazione sanitaria, continuità delle cure e integrazione con la rete territoriale.
È un passaggio coerente con lo sviluppo dell’assistenza territoriale previsto dal DM 77 e con la necessità di rafforzare i servizi di prossimità.
Pediatria, neonatologia ed emergenza
Il percorso in cure neonatali e pediatriche formerà infermieri specialisti nella presa in carico di neonati, bambini, adolescenti e giovani adulti, sia in condizioni di salute sia in situazioni di malattia, cronicità o fragilità sociale.
Il percorso in cure intensive ed emergenza riguarda invece la gestione di persone in condizioni di instabilità clinica o potenziale instabilità, nei contesti di area critica intra ed extraospedaliera.
In entrambi i casi, il decreto richiama competenze avanzate, leadership clinica, gestione di percorsi complessi, consulenza ai colleghi, formazione, ricerca e capacità di operare in team multiprofessionali.
Prescrizione di presidi, ausili e tecnologie assistenziali
Tra gli elementi più rilevanti del testo c’è il riferimento alla possibilità, per gli infermieri specialisti, di prescrivere trattamenti assistenziali come presidi sanitari, ausili, tecnologie specifiche o altri strumenti necessari a garantire continuità e sicurezza delle cure.
La previsione riguarda gli ambiti specialistici indicati dal decreto, comprese cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, cure neonatali e pediatriche, cure intensive ed emergenza.
Non si tratta di prescrizione farmacologica o diagnostica, ma di dispositivi e strumenti direttamente collegati al piano assistenziale infermieristico.
Tirocini, simulazione e formazione avanzata
La riforma prevede attività formative professionalizzanti per almeno 30 CFU nei settori coerenti con la specializzazione. I tirocini potranno svolgersi in strutture ospedaliere, territoriali, comunitarie, universitarie, istituti di ricerca e altri servizi alla salute.
Spazio anche a laboratori, simulazione clinica, strumenti digitali e attività orientate allo sviluppo di competenze specialistiche.
La pubblicazione in Gazzetta segna il passaggio dalla fase progettuale a quella attuativa. La formazione infermieristica specialistica entra ora in una fase nuova, con ricadute potenziali su organizzazione dei servizi, percorsi di carriera, autonomia professionale e qualità dell’assistenza.
Resta aperta la sfida applicativa: trasformare i nuovi profili formativi in ruoli realmente riconosciuti nei servizi, nei contratti e nei modelli organizzativi del Servizio sanitario nazionale.