Mattarella: “Gli infermieri sono un esercito del bene”
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all'evento organizzato da Fnopi
Nel suo intervento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il valore umano, civile e costituzionale della professione, definendo infermiere e infermieri «un vero e proprio esercito del bene».
Il capo dello Stato ha ricordato il contributo degli infermieri nella tutela della persona, nella pandemia e nella quotidianità dell’assistenza. «Il lavoro generoso e professionale degli infermieri è motore della universalità del diritto alla salute», ha dichiarato, sottolineando che curare significa occuparsi della persona e non solo della malattia.
Mattarella ha richiamato anche il nodo degli organici, ricordando che in Italia gli infermieri sono 462mila, ma che «si tratta di un numero insufficiente rispetto alle esigenze di cura della popolazione».
Da qui il monito sulla necessità di trattenere i giovani professionisti: «Dobbiamo evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all’estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori».
Mangiacavalli: “Un passaggio storico per la professione”
Ad aprire i lavori è stata Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi, che ha definito la giornata «un passaggio storico per la professione infermieristica italiana». Una ricorrenza che celebra «100 anni di sapere infermieristico, un secolo di studio, dedizione, assistenza, crescita civile e professionale».
Mangiacavalli ha collegato il valore simbolico dell’evento al percorso di riforma della formazione infermieristica. «È come se passato e futuro si incontrassero oggi in questo auditorium - ha affermato - per ricordarci da dove veniamo e soprattutto per indicarci con chiarezza la direzione verso cui camminiamo».
La presidente Fnopi ha richiamato i recenti decreti sulle nuove lauree specialistiche, definendoli «non semplici passaggi burocratici, ma il sigillo su un’identità professionale ormai matura, autonoma e scientificamente solida». Il riferimento è ai percorsi specialistici in cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, cure infermieristiche pediatriche e cure intensive e dell’emergenza.
Marini: “Un sapere pratico e professionalizzante”
Il giudice della Corte costituzionale Francesco Saverio Marini ha dedicato la propria relazione al fondamento costituzionale del sapere infermieristico, definendolo «un sapere che richiede un approccio pratico e professionalizzante».
Marini ha sottolineato come alla professione siano oggi richiesti livelli sempre più elevati di preparazione. «Dal personale infermieristico si pretende ormai un livello elevato di specializzazione», ha affermato, richiamando la necessità di «una qualificata formazione iniziale», di un controllo di qualità nell’accesso alla professione e di «un periodico aggiornamento» attraverso la formazione continua.
Particolare attenzione è stata posta anche alle competenze digitali. Per Marini, l’evoluzione delle pratiche sanitarie e delle tecnologie rende necessaria «l’acquisizione e la padronanza di nuove competenze digitali», in un sistema sempre più attraversato da strumenti diagnostici e assistenziali sofisticati.