Infermieri sotto pressione: il rischio nasce dal sovraccarico
Scritto il 28/04/2026
da Redazione
In Italia la sicurezza sul lavoro degli infermieri passa sempre meno da dispositivi e procedure e sempre più da organici insufficienti e carichi di lavoro insostenibili. Nella Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro del 28 aprile, il tema si sposta dai rischi tradizionali a un fattore ormai strutturale: il sovraccarico assistenziale. Per chi lavora nei reparti, nei pronto soccorso, nei servizi territoriali e nelle strutture residenziali, il rischio non è più soltanto legato all’esposizione biologica, alla movimentazione dei pazienti o agli episodi di violenza. È dentro l’organizzazione quotidiana del lavoro: turni scoperti, rientri continui, riposi saltati, ferie difficili da programmare, responsabilità crescenti e tempi assistenziali sempre più compressi.
Ripartire dagli organici
La Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro richiama l’attenzione su un principio semplice: non esiste sicurezza senza condizioni di lavoro adeguate.
Per il personale infermieristico questo significa investimenti strutturali, assunzioni e modelli organizzativi sostenibili. Senza questi elementi, il rischio è che la sicurezza resti un obiettivo dichiarato ma non realizzato.
Ripartire dagli organici non significa soltanto assumere più personale, ma riconoscere che il tempo assistenziale è parte integrante della cura. Ogni paziente fragile, cronico, anziano o complesso richiede presenza, valutazione, educazione, relazione e continuità. Quando tutto questo viene compresso, non si produce efficienza: si trasferisce il rischio sugli operatori e sui cittadini.
La sicurezza degli infermieri, quindi, non è una rivendicazione corporativa. È una condizione essenziale per garantire qualità, appropriatezza e continuità delle cure. Proteggere chi cura significa proteggere il Servizio sanitario nazionale e il diritto alla salute delle persone.