Rischio infettivo nei centri dialisi
Postazione emodialisi
Il paziente sottoposto a emodialisi presenta condizioni di immunocompromissione e necessita di accessi vascolari ripetuti, fattori che aumentano significativamente il rischio di infezioni correlate all’assistenza.
Le principali modalità di trasmissione comprendono:
- contaminazione delle mani dell’operatore
- superfici ad alto contatto
- dispositivi condivisi
- contaminazione ambientale da sangue anche non visibile
Le raccomandazioni del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) identificano la postazione dialitica come potenzialmente contaminata al termine di ogni trattamento, richiedendo specifiche procedure di decontaminazione prima dell’utilizzo successivo.
Classificazione delle superfici assistenziali
Le linee guida internazionali di infection control distinguono le superfici sanitarie in base al rischio di trasmissione infettiva.
Superfici critiche
Sono quelle frequentemente toccate da operatori e pazienti:
- letto o poltrona dialitica
- braccioli
- monitor e comandi della macchina
- tavolino servitore
- pompe infusionali e supporti
Tali superfici richiedono disinfezione obbligatoria tra ogni paziente.
Superfici ambientali non critiche
Il pavimento rientra tra le superfici ambientali a basso rischio di trasmissione indiretta. Secondo le raccomandazioni europee di prevenzione delle infezioni, la pulizia del pavimento deve essere:
- programmata secondo protocollo ambientale
- immediata esclusivamente in presenza di contaminazione biologica
Sanificazione della postazione tra due sedute dialitiche
Al termine di ogni trattamento devono essere effettuate le seguenti operazioni:
- rimozione del materiale monouso
- corretto smaltimento dei rifiuti sanitari
- rimozione dei dispositivi di protezione individuale contaminati
- igiene delle mani
- disinfezione delle superfici esterne della macchina per emodialisi
- sanificazione del letto o della poltrona
- disinfezione delle superfici operative utilizzate durante la seduta
Il tempo di contatto del disinfettante sulle superfici varia da 30 secondi a 10 minuti a seconda del tipo di prodotto utilizzato, come indicato nelle linee guida internazionali. I principali prodotti e tempi raccomandati sono:
- alcol 70% (30 secondi – 1 minuto)
- disinfettanti a base di cloro come l’ipoclorito di sodio 0,5–1% (circa 10 minuti)
- quaternari d’ammonio (5–10 minuti)
- prodotti commerciali certificati per apparecchiature dialisi (seguire le istruzioni del produttore)
È fondamentale che le superfici rimangano visibilmente bagnate per tutto il tempo previsto prima di procedere con la preparazione del nuovo set.
È obbligatoria la pulizia del pavimento prima del priming?
Uno dei quesiti più frequenti nella pratica clinica riguarda la necessità di lavare il pavimento tra due pazienti consecutivi prima del montaggio del nuovo set dialitico.
L’analisi delle principali linee guida internazionali evidenzia che non è prevista la sanificazione sistematica del pavimento tra ogni seduta dialitica.
La pulizia diventa invece obbligatoria in presenza di:
- versamento ematico
- perdita accidentale dal circuito extracorporeo
- disconnessione delle linee
- contaminazione con liquidi biologici
In tali condizioni si configura una decontaminazione ambientale immediata finalizzata alla riduzione del rischio biologico.
Sequenza operativa sicura
La prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza richiede il rispetto di una sequenza operativa precisa:
- rimozione della contaminazione
- disinfezione della postazione
- rispetto del tempo di contatto del disinfettante (30 sec – 10 min)
- preparazione del nuovo circuito extracorporeo
L’allestimento del set dialitico prima della completa sanificazione rappresenta una potenziale criticità assistenziale.
Checklist infermieristica tra due sedute emodialitiche
Procedure obbligatorie prima dell’ingresso del paziente successivo
| Ambito | Attività |
| Gestione materiale e rifiuti |
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| Sanificazione della postazione |
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| Sicurezza operatore |
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Pulizia del pavimento: quando è obbligatoria
La sanificazione del pavimento deve essere effettuata prima del paziente successivo esclusivamente in presenza di:
- sangue visibile
- perdita dal circuito extracorporeo
- contaminazione biologica accidentale
In assenza di contaminazione evidente, la pulizia rientra nelle procedure ambientali programmate e non costituisce requisito necessario prima del priming.
Errori operativi da evitare
- preparare il nuovo set prima della sanificazione
- appoggiare materiale pulito su superfici non disinfettate
- iniziare il priming durante le operazioni di pulizia
- non rispettare il tempo di contatto del disinfettante
Miti e convinzioni nella pratica dialitica
Nella pratica quotidiana persistono alcune convinzioni non sempre supportate da evidenze scientifiche.
| Mito | Evidenza |
| il pavimento deve essere lavato tra ogni paziente. | la pulizia è richiesta solo in presenza di contaminazione biologica o secondo programmazione ambientale. |
| il priming può iniziare mentre si sanifica la postazione. | la preparazione del circuito deve avvenire solo dopo la completa disinfezione. |
| la sanificazione rappresenta una scelta organizzativa locale. | la disinfezione delle superfici critiche costituisce uno standard assistenziale internazionale. |
Implicazioni professionali
La sicurezza delle cure costituisce parte integrante dell’assistenza sanitaria. L’adesione alle linee guida riconosciute contribuisce alla prevenzione degli eventi avversi e rappresenta elemento di tutela professionale per l’infermiere operante in ambito nefrologico.
Conclusioni
La gestione della postazione dialitica tra due trattamenti consecutivi rappresenta una fase determinante nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza.
Le evidenze disponibili indicano che:
- la disinfezione del letto e delle superfici operative è obbligatoria tra ogni paziente;
- la pulizia del pavimento è richiesta esclusivamente in presenza di contaminazione biologica o secondo programmazione ambientale;
- la preparazione del circuito extracorporeo deve avvenire solo dopo la completa sanificazione della postazione.
La standardizzazione delle procedure consente di migliorare sicurezza assistenziale, appropriatezza organizzativa e qualità delle cure erogate nei centri dialisi.