Un’alleanza per rafforzare il territorio
A Perugia è stato firmato un protocollo triennale tra Anci Umbria, Federsanità e Opi Perugia.
A Perugia prende forma un nuovo modello di collaborazione tra enti locali, sistema sanitario e professionisti. Il protocollo d’intesa firmato tra Anci Umbria, Federsanità Anci Umbria e Ordine delle Professioni infermieristiche di Perugia punta a consolidare l’integrazione tra servizi, con una particolare attenzione alla sanità territoriale.
L’accordo, della durata di tre anni, nasce con l’obiettivo di costruire risposte più coordinate ai bisogni di salute, sempre più complessi e legati a cronicità, fragilità e invecchiamento della popolazione.
Il ruolo degli infermieri nella rete di prossimità
Uno degli elementi centrali dell’intesa è il riconoscimento del ruolo degli infermieri come professionisti chiave nei percorsi di cura e prevenzione.
Il ruolo degli infermieri è centrale. Parliamo di professionisti altamente qualificati, presidio fondamentale di prossimità
, ha sottolineato il presidente di Anci Umbria, Federico Gori.
Un passaggio che riflette una tendenza ormai consolidata: il progressivo spostamento dell’assistenza dall’ospedale al territorio, dove la continuità di cura e la capacità di intercettare precocemente i bisogni diventano determinanti.
Il protocollo non si limita a una dichiarazione di intenti, ma definisce ambiti operativi concreti. Tra questi:
- sviluppo di strumenti di comunicazione condivisi, digitali e cartacei
- creazione di una piattaforma per la condivisione di dati e progettualità
- promozione di attività formative e di aggiornamento professionale
- collaborazione su ricerca e innovazione, anche attraverso la Federsanità Academy
Particolare attenzione è dedicata alla co-programmazione e co-progettazione, con il coinvolgimento diretto di Opi Perugia nei tavoli territoriali.
Dalle Zone Sociali ai piani regionali
L’accordo prevede un impatto operativo nelle 12 Zone Sociali dell’Umbria, dove verranno sviluppati progetti condivisi per rafforzare le reti locali e migliorare l’accesso ai servizi.
Tra le priorità: inclusione, disabilità, accessibilità e diffusione delle buone pratiche già attive sul territorio.
Non solo. Il protocollo apre anche alla partecipazione congiunta alla definizione del Piano Sociale e del Piano Sanitario Regionale, con un focus sulle fasce più fragili e sulla prevenzione.