Toscana, mancano 5mila infermieri: allarme sui servizi

Scritto il 31/03/2026
da Redazione

In Toscana si registra una grave carenza di personale sanitario: mancano circa 5mila infermieri, con ricadute già evidenti su pronto soccorso e servizi territoriali. I sindacati lanciano l’allarme anche in vista dell’attivazione delle Case di comunità previste dal Pnrr, senza personale sufficiente a sostenerle.

Carenza strutturale e servizi sotto pressione

La mancanza di infermieri in Toscana non è più una criticità episodica, ma una condizione strutturale che sta mettendo sotto pressione l’intero sistema sanitario regionale.

Secondo il Nursind, il deficit di circa 5mila professionisti riguarda già i servizi attuali e non tiene conto delle nuove esigenze legate alle riforme territoriali.

Il problema coinvolge anche operatori socio-sanitari e tecnici, aggravando la gestione quotidiana di ospedali e pronto soccorso. In molti casi, le aziende sanitarie riescono appena a garantire il turnover, mentre il numero di pensionamenti previsto nei prossimi anni rischia di superare quello dei nuovi ingressi.

A pesare è anche la scarsa attrattività dei percorsi universitari, che non riesce a compensare le uscite dal sistema. Un quadro che, secondo i sindacati, rischia di diventare ancora più critico con l’avvio delle nuove strutture territoriali previste dal Pnrr.

Le conseguenze più immediate si registrano nei pronto soccorso, dove la carenza di personale si traduce in turni prolungati, richiami in servizio e aumento dei carichi di lavoro. In alcune realtà, come Careggi, si segnalano turni fino a 12 ore per sopperire alla mancanza di sostituzioni.

Anche la Cisl conferma una situazione ormai consolidata, con continui rientri in servizio e difficoltà nella gestione dei turni, soprattutto in vista del periodo estivo. L’apertura delle Case di comunità, senza un adeguato incremento di personale, rischia di redistribuire ulteriormente risorse già insufficienti.

Proteste e nodo indennità

La tensione sul fronte occupazionale si intreccia con quella contrattuale. I sindacati Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up hanno organizzato un presidio davanti al Consiglio regionale della Toscana per contestare il calcolo degli arretrati delle indennità di pronto soccorso.

Secondo le organizzazioni sindacali, il coefficiente applicato dalla Regione sarebbe inferiore a quanto previsto dal contratto nazionale, con una riduzione delle somme spettanti ai lavoratori. Una scelta che, nel biennio 2023-2024, comporterebbe un risparmio stimato di circa 7 milioni di euro per l’amministrazione regionale.