Sanità privata, rinnovo del Ccnl: la trattativa non è più rinviabile

Scritto il 05/03/2026
da Redazione

Il rinnovo del contratto nazionale della sanità privata accreditata torna al centro del confronto tra istituzioni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali. Durante l’incontro al Ministero della Salute è emersa la necessità di aprire rapidamente il tavolo negoziale per un contratto atteso da anni dai lavoratori del settore.

Il confronto al Ministero della Salute

Il confronto ha coinvolto le associazioni datoriali Aiop, Aris e Acop, una rappresentanza della Conferenza delle Regioni e le organizzazioni sindacali firmatarie del Ccnl della sanità privata accreditata.

Al centro del dibattito la mancata apertura della trattativa per il rinnovo contrattuale, mentre i lavoratori continuano ad attendere un aggiornamento delle condizioni economiche e normative.

Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha confermato la disponibilità di risorse per l’aggiornamento delle tariffe dei DRG pari a circa 1 miliardo e 350 milioni di euro, con la prospettiva di raggiungere i 2 miliardi nella legge di bilancio 2027. Secondo il Ministero, l’adeguamento tariffario dovrebbe contribuire a creare le condizioni economiche per avviare il rinnovo del contratto.

Durante l’incontro è emersa una posizione differenziata tra le associazioni datoriali. Acop ha manifestato la disponibilità ad aprire immediatamente la trattativa, mentre Aiop e Aris hanno subordinato l’avvio del confronto alla definizione di risorse economiche certe per sostenere i costi del rinnovo contrattuale.

Dal lato sindacale, la Fials ha evidenziato come non si registrino passi avanti concreti rispetto all’incontro precedente del dicembre 2025, sottolineando l’urgenza di avviare il negoziato. Secondo il sindacato, le risorse destinate all’aggiornamento delle tariffe DRG devono rappresentare un punto di partenza per aprire la trattativa e non un motivo per rinviarla ulteriormente.

Disparità salariali e rischio mobilitazioni

Il mancato rinnovo del contratto continua a pesare sui lavoratori della sanità privata accreditata, che garantiscono servizi essenziali per il Servizio sanitario nazionale ma registrano differenze retributive rispetto ai colleghi della sanità pubblica a parità di mansioni e responsabilità.

Secondo la Fials, il ritardo accumulato negli anni rischia di aggravare ulteriormente il divario tra pubblico e privato, soprattutto alla luce dell’avvio del percorso per il rinnovo del CCNL della sanità pubblica 2025-2027.

Il sindacato ha inoltre ribadito che il mancato rinnovo contrattuale alla scadenza naturale dovrebbe rappresentare una condizione ostativa per il mantenimento degli accreditamenti con il Servizio sanitario nazionale per le strutture private.

Il Ministero della Salute ha proposto di proseguire il confronto con un nuovo incontro tecnico il 18 marzo 2026 tra Ministero, Conferenza delle Regioni e associazioni datoriali, seguito il 26 marzo dalla convocazione del tavolo con le organizzazioni sindacali.

Per il settore della sanità privata accreditata, la riapertura della trattativa rappresenta uno snodo decisivo per ridurre le disparità contrattuali e garantire condizioni di lavoro più omogenee all’interno del sistema sanitario nazionale.