Riforma professioni sanitarie, Fials frena: “Documento condivisibile solo in parte”

Scritto il 05/02/2026
da Redazione


La riforma delle professioni sanitarie torna al centro del confronto istituzionale. Dopo l’incontro in Conferenza Stato-Regioni, la Fials esprime forti perplessità sul documento in discussione e sull’imminente parere formale sul disegno di legge. Il sindacato avverte: senza una visione chiara di riordino, il rischio è aumentare conflitti e difficoltà applicative nei servizi sanitari.

Le criticità del documento in discussione

A margine della riunione in Conferenza Stato-Regioni, la Fials ha espresso una valutazione articolata sul testo relativo alla riforma delle professioni sanitarie.

Pur riconoscendo un metodo di confronto definito “fortemente innovativo” e il recepimento di alcune osservazioni avanzate dal sindacato, il giudizio resta solo parzialmente positivo.

Secondo Fials, il documento presenta ancora lacune significative che non consentono una piena condivisione, soprattutto in assenza di un disegno organico di riordino del sistema professionale.

Tra i nodi irrisolti, il sindacato segnala la mancanza di un’impostazione più ampia su temi considerati strategici. In particolare, Fials richiama la necessità di affrontare in modo strutturato la questione della libera professione per il personale del comparto e il governo complessivo delle professioni sanitarie.

Su questi aspetti, così come sull’urgenza di intervenire su misure già concretamente attuabili senza ulteriori rinvii, il sindacato riferisce una sostanziale convergenza di valutazioni con le altre organizzazioni sindacali presenti al tavolo.

Cosa resta aperto

Alla luce delle criticità evidenziate e in assenza di approfondimenti su passaggi ritenuti strategici, Fials dichiara di non poter condividere integralmente il documento. Resta, tuttavia, la disponibilità a proseguire il confronto, con una richiesta esplicita di maggiore chiarezza, coerenza e sostenibilità nelle scelte che riguardano il futuro delle professioni sanitarie.

Un confronto che, nelle prossime settimane, sarà decisivo anche per infermieri e altri professionisti, chiamati a misurarsi con cambiamenti normativi che incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro e sugli equilibri nei servizi.