Carenza di Oss e infermieri nelle Rsa venete: in Sudamerica per reclutare personale 


Scritto il 05/02/2026
da Redazione

La carenza di operatori socio-sanitari e infermieri nelle case di riposo del Veneto spinge le strutture private a guardare all’estero. L’Unione regionale delle residenze per anziani ha avviato una missione istituzionale in Brasile e a Santo Domingo per avviare percorsi di cooperazione e reclutamento. Sullo sfondo, l’invecchiamento della popolazione e liste d’attesa sempre più lunghe nelle RSA.

I numeri della carenza nelle case di riposo

Secondo i dati presentati dall’Uripa, il Veneto conta oggi circa 370 mila anziani, ma le stime indicano che nel 2050 saliranno a 670 mila.

A fronte di questa crescita, il sistema delle RSA dispone di circa 33 mila posti letto, con una lista d’attesa che supera le 10 mila persone.

La carenza di personale resta strutturale: le stime parlano di circa 3 mila operatori socio-sanitari mancanti. Un deficit che incide direttamente sulla capacità di presa in carico e sull’organizzazione dell’assistenza quotidiana nelle strutture.

Il tentativo di colmare il vuoto attraverso la formazione interna non sta producendo i risultati attesi. Negli ultimi 22 corsi attivati per Oss, a fronte di 660 posti disponibili, i partecipanti sono stati 487. Numeri che rendono difficile coprire il fabbisogno attuale, anche nel medio periodo.

In questo contesto, recuperare personale sul territorio regionale o nazionale appare sempre più complesso, soprattutto per strutture che operano con margini organizzativi limitati e con vincoli economici stringenti.