Dal rispetto della sequenza alla misurazione della performance
Le linee guida AHA 2025 ribadiscono che i dispositivi meccanici per la compressione toracica non devono essere impiegati in modo sistematico.
Rispetto alle precedenti linee guida, gli elementi tecnici fondamentali del BLS nell’adulto non subiscono modifiche sostanziali rispetto alla versione precedente: il rapporto compressioni/ventilazioni resta 30:2 e la frequenza delle compressioni rimane compresa tra 100 e 120 al minuto, con una profondità di 5–6 cm.
La novità non riguarda tanto i numeri quanto la filosofia operativa: AHA ribadisce che l’efficacia della RCP non si misura sulla mera aderenza alla sequenza, ma sulla qualità della compressione e sulla minimizzazione delle interruzioni.
Le linee guida sottolineano inoltre l’importanza di un rilascio toracico completo e della rotazione frequente degli operatori per mantenere la forza e la precisione durante manovre prolungate.
Vie aeree e trauma
Una delle modifiche più significative rispetto alle linee guida 2020 riguarda la gestione delle vie aeree nei pazienti traumatizzati. Quando la sublussazione mandibolare non è sufficiente a mantenere la pervietà, la AHA consente l’utilizzo della manovra di estensione del capo e sollevamento del mento, purché eseguita da personale addestrato e in assenza di segni evidenti di instabilità cervicale.
È un cambiamento rilevante, perché supera l’approccio rigido che per anni ha escluso questa manovra per timore di aggravare lesioni spinali. L’orientamento del 2025 è invece più pragmatico: garantire una ventilazione efficace viene considerato prioritario rispetto al rischio teorico di danno, a condizione che l’intervento sia eseguito con competenza, cautela e giudizio clinico.
Dispositivi meccanici
Le linee guida AHA 2025 ribadiscono che i dispositivi meccanici per la compressione toracica non devono essere impiegati in modo sistematico. La raccomandazione è chiara: il loro uso non è consigliato di routine, ma può essere ragionevole in contesti selezionati, come durante il trasporto in ambulanza, in ambienti con personale ridotto o in casi di rianimazione prolungata in cui la fatica compromette la qualità delle compressioni manuali.
Si tratta di un ritorno alla priorità dell’intervento umano: la tecnologia resta un alleato, ma non sostituisce la competenza e la valutazione dinamica del soccorritore.
Dalla tecnica alla qualità
Se le linee guida 2020 avevano introdotto la digitalizzazione del soccorso con app, sistemi di geolocalizzazione dei AEDe RCP Hands-only, la revisione del 2025 segna un passaggio concettuale più profondo: la qualità della rianimazione diventa un obiettivo misurabile e condiviso. Non è più sufficiente 'fare la RCP', ma farla bene, con coordinamento, feedback e monitoraggio continuo.
Per gli infermieri e i professionisti sanitari, questo significa un ruolo ancora più centrale nella formazione, nella verifica della qualità e nella costruzione di una cultura organizzativa della sicurezza.
Formazione, attenzione e giudizio clinico
Le linee guida AHA 2025 per l’adulto confermano i principi tecnici consolidati, ma li inseriscono in una visione più matura e flessibile della rianimazione: precisione delle manovre, razionalità clinica e adattamento al contesto.
Non servono nuove manovre, ma una nuova consapevolezza. La rianimazione dell’adulto, oggi più che mai, è una competenza che richiede formazione, attenzione e giudizio clinico, più ancora che automatismo.