Infezioni e accessi vascolari: guida alle classificazioni

Scritto il 23/01/2026
da Sara Agnolucci

BSI, CLABSI, CRBSI e anche CABSI, vari acronimi tutti associati al tema delle infezioni e accessi vascolari. In questo articolo cercheremo di fare chiarezza e rivedere insieme significati e utilizzo nella clinica.

Bloodstream Infection (BSI): definizione e impatto clinico

La bloodstream infection o infezione del torrente ematico (BSI) è definita come la presenza nel sangue di un microrganismo, questa infezione può essere primaria e generata direttamente da una contaminazione del sangue oppure secondaria ovvero generata da un'infezione già presente in un altro sito corporeo.

Le BSI rappresentano un problema di salute rilevante con impatto sulla mortalità e costi per le organizzazioni, uno studio svedese1 ha sottolineato inoltre che le incidenze sono elevate a livello di popolazione generale e il trend in aumento soprattutto nei pazienti più anziani.

Dispositivi intravascolari come fattore di rischio

La presenza di un dispositivo intravascolare rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di un'infezione del sangue in quanto i device sono veicolo di contaminazione per via extra o intraluminale, si stima infatti che il 60% delle BSI che si sviluppano in ospedale origini da un accesso vascolare2,3.

Epidemiologia europea delle infezioni correlate all'assistenza

Nell'ultimo report dell'ECDC, sulle infezioni correlate all'assistenza (ICA), le BSI rientrano tra le infezioni più frequenti insieme a infezioni del tratto polmonare, infezioni del tratto urinario e infezioni della ferita chirurgica.

Delle BSI totali il 36,7% è correlato alla presenza di catetere vascolare, dove la maggior quota è a carico dei centrali con 28,7 vs periferico con 8,3%4. La terapia intensiva si conferma inoltre come setting con maggior prevalenza di ICA, dove nuovamente le BSI sono le più comuni con le infezioni del tratto respiratorio.

Il ruolo dei dispositivi periferici

Come da definizione la CLABSI rileva il fenomeno delle infezioni associate alle linee centrali andando ad escludere tutte le infezioni derivanti dai dispositivi periferici (PLABSI) e cateteri arteriosi, i dispositivi periferici per numerosità e impatto sulle infezioni rappresentano una quota considerevole7 e non possono essere omessi in ottica di sorveglianza infezioni.

Riconoscendo l'impatto sulle infezioni derivante dai periferici già nel 2021 le Infusion Nursing Society Standards of Practice (INS) presentano nelle loro linee guida il termine CABSI che accoglie la totalità delle infezioni associate a dispositivi intravascolari includendo cateteri periferici e centrali.

Conclusioni e implicazioni cliniche

Volendo concludere, le BSI rappresentano l'insieme generale delle infezioni del sangue in cui si inseriscono le infezioni causate da cateterismo venoso, è sempre più consigliato dalla letteratura riferirsi alle CABSI piuttosto che alle CLABSI, in quanto si andrebbe a omettere un'ampia fetta di infezioni associate a cateteri periferici. Il termine CRBSI, più puntuale e direttamente collegato al catetere in esame, è correlato alla clinica e comprende una diagnosi per l'impostazione della terapia necessaria.

In ogni caso qualsiasi definizione venga utilizzata le BSI rappresentano un problema clinico rilevante, con incidenze elevate soprattutto nelle popolazioni più fragili, la prevenzione delle infezioni rimane cruciale e l'approccio INS/APIC invita a considerare anche i cateteri periferici. L'adozione di bundle e pratiche raccomandate dalle linee guida riducono significativamente l'insorgenza di CABSIs.