La posizione del sindacato
Alla base della mancata firma, la valutazione che la differenziazione economica prevista sia troppo contenuta rispetto al diverso livello di responsabilità e complessità assistenziale.
Nel corso della trattativa, il sindacato aveva avanzato una proposta alternativa con un’indennità più elevata per infermieri e ostetriche, indicata in una fascia compresa tra 380 e 400 euro.
Un altro elemento critico riguarda l’estensione dell’indennità anche ai Cau, considerata non coerente con il perimetro dei servizi di pronto soccorso.
La decisione di non firmare arriva al termine di un percorso negoziale articolato, che non ha portato a una sintesi condivisa tra tutte le parti.
Secondo quanto emerso, il nodo centrale resta quello della valorizzazione economica e professionale degli infermieri nei contesti ad alta intensità assistenziale, come i pronto soccorso.
Il Nursind ha annunciato che valuterà ulteriori iniziative a seguito della mancata firma dell’accordo. La vicenda riapre il confronto sul tema dell’attrattività dei servizi di emergenza-urgenza, già caratterizzati da carichi di lavoro elevati, difficoltà di reclutamento e crescente pressione organizzativa.
In questo contesto, la definizione delle indennità rappresenta uno degli strumenti utilizzati dalle Regioni per intervenire sul tema, ma anche uno dei punti più sensibili nel rapporto con i professionisti.