Speranza: precari Covid saranno stabilizzati

Speranza: precari Covid saranno stabilizzati

Scritto il 21/05/2022
da Massimo Canorro

Nel corso del question time alla Camera, il ministro della Salute ha illustrato quali saranno le risorse del personale sanitario, assunte a tempo determinato nel corso della fase emergenziale della pandemia, che verranno stabilizzate: Lavoratori che hanno maturato al 30 giugno 2022 almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di cui sei durante la fase dell’emergenza. Quindi il ministro della Salute è intervenuto sul tema della spesa per il personale sanitario: Dobbiamo mutare il modello di programmazione della spesa. Abbiamo iniziato con questo cambiamento ma bisogna fare molto di più.

Governo impegnato per le stabilizzazioni

Roberto Speranza, ministro della Salute

Le iniziative del governo Draghi per stabilizzare il personale sanitario assunto sulla spinta dell’emergenza Covid-19 e il futuro del Servizio sanitario nazionale proprio con riferimento al personale. Argomenti cruciali – oggetto di dibattito – sui quali nel corso del question time alla Camera si è espresso il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo ad entrambi temi sollevati rispettivamente dai deputati Antonio Lombardo (Coraggio Italia) e Nicola Stumpo (Liberi e Uguali).

Ringraziando gli interroganti per aver posto l’attenzione su tali tematiche, creando condizioni utili per fare chiarezza, il ministro Speranza ha sviscerato i due temi. L’iniziativa, che io ho fortemente voluto, va esattamente nella direzione di stabilizzare il personale sanitario, che per noi è la priorità assoluta ed è il vero cuore del funzionamento del nostro Servizio sanitario nazionale, ha spiegato il ministro della Salute.

E ancora, in vista anche del piano di rilancio che stiamo finanziando sia con fondi ordinari, cioè quelli del Fondo sanitario nazionale, passato in pochi anni da 114 a 124 miliardi, sia con fondi straordinari (come è noto, la Missione 6 del Pnrr prevede circa 20 miliardi di investimento), Speranza ha precisato che quella del personale sanitario rappresenta una spesa che può essere allargata in una dinamica di investimento, come quella che abbiamo definito anche con l’aumento delle borse di specializzazione.

Stabilizzazione del personale sanitario

Ricordando che aver bloccato il tetto della spesa sanitaria ha determinato anche sacche di lavoro meno stabile, il ministro della Salute ha rimandato alle norme dell’ultima Legge di Bilancio che hanno avviato un iter che permetterà agli enti del Ssn di stabilizzare una parte assai significativa del personale. Puntualizzando: Con questa iniziativa noi lo consentiamo a tutti i lavoratori che hanno maturato, al 30 giugno 2022, almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di questi devono essercene, però, 6 durante la fase dell'emergenza.

Quindi, premettendo che la precarietà costituisce una delle tematiche sulle quali occorre impegnarsi sempre con più forza, il ministro Speranza ha inteso precisare: L'iniziativa, che io ho fortemente voluto va proprio nella direzione di stabilizzare il personale sanitario, che per noi è la priorità assoluta ed è il vero cuore del funzionamento del nostro Servizio sanitario nazionale. Monitoreremo, come Governo, molto efficacemente il percorso che vedrà gli enti della sanità territoriale poter usufruire di questa norma.

Programmazione della spesa sanitaria

Ancora, le precisazioni del ministro Speranza al tema sollevato dal deputato Stumpo di Liberi e Uguali sulla spesa per il personale sanitario. Dobbiamo complessivamente cambiare il modello di programmazione della spesa sanitaria e quello oggi vigente, costruito per silos chiusi e tetti di spesa. Tra questi, il più insopportabile è proprio quello sul personale sanitario. Abbiamo iniziato a fare questo cambiamento, ma dal mio punto di vista bisogna fare molto di più.

Quindi Speranza è entrato nel dettaglio snocciolando alcuni numeri: Nella Legge di Bilancio che il Parlamento ha approvato in via definitiva nel dicembre 2021, ci sono due segnali che vanno in questa direzione. In primis, diventa permanente la possibilità di alzare questo tetto del 10%, rispetto alla cifra del tetto precedente, cioè quella del 2004 (meno 1,4%), e questo 10% è valido per tutte le regioni italiane, comprese quelle a cui si fa riferimento nella interrogazione.

E ancora, il ministro della Salute ha fatto riferimento a un elemento che ritiene assai rilevante. Nello specifico, il miliardo di euro, messo in Legge di Bilancio per coprire gli investimenti pluriennali del Pnrr, che sono investimenti a termine, e che quindi al 2026 finiranno. Noi mettiamo un miliardo da qui al 2026. Per la prima volta nella storia il finanziamento del personale sanitario, è fuori dal tetto di spesa. Quindi, tutto l’investimento sul personale, che si farà per la sanità del territorio, sarà fuori da questo tetto. Rimarcando però di non considerarlo abbastanza. Bisognerà lavorare ancora per rompere questo tetto, ma in Legge di Bilancio, con il 10% da un lato e il miliardo di assistenza territoriale dall’altro, facciamo un importante passo avanti.

La formazione del personale sanitario

Tornando indietro nel tempo, il ministro della Salute ha inteso ricordare che durante i giorni più difficili, abbiamo imparato come si possano comprare mascherine, camici e respiratori, ma come non si possa certo immaginare di comprare il personale sanitario: o lo hai formato, in un tempo anche lungo di investimenti e di programmazione, oppure non lo hai. Ragione per cui, nel corso degli ultimi due anni, abbiamo finanziato circa 30.000 borse di specializzazione per medici neolaureati e l’anno scorso ben 17.400, il triplo di tre anni fa e il doppio di due anni fa. Un ulteriore, importante passo in avanti, dunque, il cui impatto sul Servizio sanitario nazionale, però, lo potremo misurare soltanto alla fine di questo percorso.