Ancona, infermiere fingeva di iniettare il vaccino

Ancona, infermiere fingeva di iniettare il vaccino

Scritto il 11/01/2022
da Massimo Canorro

È stato arrestato dalla polizia un professionista sanitario 51enne, addetto alle vaccinazioni presso un hub del capoluogo marchigiano, che fingeva di iniettare la dose del vaccino anti-Covid a persone, provenienti da mezza Italia, in cambio di centinaia di euro per ottenere un (finto) Green pass. Nell’operazione sono finiti ai domiciliari anche quattro complici, tra i quali due “procacciatori”.

Simulava l’inoculazione del vaccino arrestato infermiere

Infermiere getta il vaccino prima della somministrazione

Il questore di Ancona, Cesare Capocasa, li definisce soggetti che non esitano a violare la legge, aggravando in modo serio l’emergenza epidemiologica, consumando reati odiosi. Il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, ritiene che se venisse confermata, l’accusa sarebbe oggettivamente gravissima. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, parla di un’articolata e complessa azione investigativa condotta nell’ambito della più ampia attività di controllo sul rispetto delle misure adottate per la tutela della salute pubblica al fine di garantirne la piena e corretta applicazione. Tutte e tre le voci fanno riferimento all’indagine che ha consentito alla polizia di rivelare un sistema corruttivo, portando a misure cautelari per 50 persone, tra i quali un infermiere 51enne. E le parole del presidente della Regione sono proprio rivolte a quanto avrebbe commesso il professionista sanitario (casi tristemente analoghi erano già avvenuti a TrevisoRoma e Ascoli).

L'arresto dell'infermiere e le immagini delle finte somministrazioni 

Stando all’indagine, infatti, l’infermiere simulava l’inoculazione del vaccino anti Covid, per poi disperderlo nel cestino dei rifiuti e nel contenitore dei taglienti, rendendolo così inservibile. Finte vaccinazioni con in cambio corresponsioni di somme di denaro – tra i 300 e i 400 euro per ogni (falso) Green pass, con l’ammontare delle pratiche corruttive che ammonterebbe a 18mila euro – consentendo così l’indebito rilascio di certificati verdi. Secondo quanto scoperto dalla squadra mobile di Ancona, tutto questo avveniva presso l’hub vaccinale della città, all’interno del palazzetto dello sport “Paolinelli”.

È stata applicata la custodia cautelare in carcere nei confronti dell’infermiere – addetto alle vaccinazioni presso il centro vaccinale – e la misura degli arresti domiciliari nei confronti di quattro persone. Si tratta di un avvocato, di un ristoratore e di altre due figure che si sarebbero preoccupate di “reclutare” uomini e donne che non avevano la benché minima volontà di vaccinarsi, ma allo stesso tempo non potevano rimanere privi del Green pass (ragione per cui raggiungevano Ancona, oltre che dalle stesse Marche, da mezza Italia: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Abruzzo, Puglia).

Le accuse contestate sono quelle di corruzione, falso ideologico e peculato, commessi in concorso altri 45 indagati, quest’ultimi destinatari della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e dell’obbligo di presentazione quotidiana presso la polizia giudiziaria. L’obiettivo, appunto, era condiviso: ottenere indebiti Green pass attraverso false vaccinazioni. Secondo quanto è stato ricostruito dall’inchiesta – quella avviata dalla Procura di Ancona è nata nel periodo di piena emergenza vaccinale, pertanto a cavallo tra la fine del 2021 e gli inizi del 2022 – si tratta di no vax che – mediante intermediari – sarebbero stati veicolati verso l’organizzazione.

Il tutto sarebbe stato appurato, filmato e registrato dagli investigatori che avevano già iniziato ad indagare a seguito della prima denuncia da parte di un medico che l’infermiere stesso aveva cercato di corrompere. Coinvolte, per le notifiche dei provvedimenti, le Questure di Barletta-Andria-Trani, Bologna, Fermo, Foggia, Macerata, Milano, Padova, Pescara e Taranto. Allo stato attuale la squadra mobile della Questura di Ancona sta indagando a fondo per capire se si sono verificati episodi corruttivi e di truffa anche nei mesi precedenti.