Nursing Up e Uil insorgono per carenza personale

Nursing Up e Uil insorgono per carenza personale

Scritto il 24/09/2021
da Massimo Canorro

L’allontanamento del personale non vaccinato sta mettendo a dura prova gli ospedali e i servizi, che soffrono per la carenza di infermieri e Oss. Stamani flash mob di protesta sindacale davanti alla sede dell’Apss Trento. E lo stesso Opi lamenta: Oggi paghiamo un’organizzazione miope degli ultimi venti anni.

Infermieri chiamati a sostituire gli OSS sospesi, Opi Trento non ci sta

L’Opi Trento (ma non solo) insorge nei confronti dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento, per una decisione assunta da quest’ultima che – con l’intento di fronteggiare la carenza di personale provocata dall’allontanamento dei sanitari no vax – ha provveduto al trasferimento di alcune unità di personale e alla sostituzione (certamente temporanea) degli operatori socio sanitari con gli infermieri. Un’iniziativa che ha sollevato proteste su più fronti. A cominciare proprio dall’Ordine delle professioni infermieristiche della Provincia di Trento, che attraverso il suo presidente Daniel Pedrotti – il quale aveva già ammonito su quanto gli infermieri no vax possano mettere a rischio le Rsa – punta l’indice contro la carenza di personale pre-esistente e cronicizzata da tempo e che, per via delle prime sospensioni dei professionisti sanitari e Oss non vaccinati, ha aggravato ancora di più le difficoltà suddette.

Come Ordine delle professioni infermieristiche – si legge nella nota dal titolo “Sistema sanitario sotto pressione: servono decisioni immediate e una programmazione condivisa”, pubblicata da Opi Trento sul proprio sito – non accettiamo decisioni che implicano la riduzione delle dotazioni infermieristiche e di personale di supporto Oss, lo spostamento in urgenza di infermieri da un contesto ad un altro e/o un utilizzo interscambiabile di infermieri ed Oss. Dotazioni infermieristiche adeguate sono garanzia di sicurezza e qualità delle cure, come anche le competenze specialistiche ed esperte degli infermieri sviluppate con la formazione e l’esperienza in una specifica area clinica.

Soprattutto, si legge ancora, è inaccettabile per la sicurezza dei cittadini e per la dignità della professione infermieristica anche un utilizzo intercambiabile di infermieri e Oss. Paghiamo un’organizzazione miope degli ultimi venti anni. Anche Nursing Up Trento e Uil Fpl sanità del Trentino – che nella giornata di oggi ha organizzato un flash mob di protesta sindacale davanti alla sede dell’Apss Trento – lamentando che la totale assenza di risposte alle nostre numerose istanze, le mancate comunicazioni sulle riorganizzazioni in atto e la cronica carenza di personale, ora aggravata dalle sospensioni degli operatori non vaccinati, ci hanno indotto a proclamare lo stato di mobilitazione del personale dell’azienda sanitaria. A parlare sono Cesare Hoffer e Giuseppe Varagone, rispettivamente il coordinatore Nursing up Trento e il segretario Uil Fpl sanità del Trentino. Che provano a fare il punto.

Abbiamo purtroppo constatato che non è stato fatto nulla da parte dei vertici aziendali per reperire personale. Solo professionisti spostati d’ufficio ed assegnati a reparti in cui è necessaria un’adeguata formazione. Ecco, dunque, le principali criticità. Con la continua mancanza di personale è in gioco non solo la salute degli operatori ed il loro operare in sicurezza, ma anche la qualità delle cure nei confronti del cittadino. Entrambi le sigle sindacali non ci stanno. Sono bastate le prime sospensioni in Azienda sanitaria degli infermieri ed Oss per mettere a nudo un sistema sempre più in crisi.

E si guardano indietro. Da mesi l’Apss era consapevole della probabilità di dover applicare il Dl 44/2021, ma non ha provveduto né sta provvedendo a predisporre una graduatoria dalla quale attingere per l’assunzione immediata di infermieri; mentre, invece, per gli Oss – nonostante ci sia una graduatoria attiva per la copertura dei posti mancanti – non sta assumendo per fronteggiare la grave carenza di quest’ultimi.