Italia-Inghilterra, politiche Covid e popoli a confronto

Italia-Inghilterra, politiche Covid e popoli a confronto

Scritto il 23/09/2021
da Monica Vaccaretti

La Lettera di Lancet, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica e firmata da ben 1200 scienziati, diceva no al Freedom Day, il Giorno della libertà, del 19 luglio scorso. Secondo gli epidemiologi di tutto il mondo era una grave imprudenza da parte della Gran Bretagna revocare le restrizioni e le misure anti Covid. Dal giorno in cui nel Paese si registravano ben 54.000 contagi al giorno - compresa la positività del Ministro della Salute - gli obblighi imposti dalla politica sanitaria per fronteggiare la pandemia sono diventati soltanto buone raccomandazioni.

Tutto dipende da che si fa per impedire al virus di trasmettersi

Italia e Inghilterra a confronto sull'obiettivo "Zero Covid"

Pericoloso ed immorale, scrivevano al primo ministro inglese gli uomini di scienza contrari alla riapertura della società. La Lettera è stata un forte atto di accusa verso una strategia avventata perché per riaprire nel modo in cui ha deciso il Regno Unito ci dovrebbe essere una pandemia sotto controllo ed una popolazione maggiormente protetta con la copertura vaccinale.

Una sfida alla logica e alla scienza. Una cosa stupida in termini sia di politica sanitaria che di politica economica. Nessuno al mondo ha raggiunto livelli di vaccinazione sufficienti per riaprire completamente. Il sospetto è che il governo Johnson abbia deciso di nuovo di perseguire una strategia di immunità di gregge, raggiunta facendo apposta a far dilagare il virus tra la popolazione, si legge.

Una scelta ritenuta folle che gioca con la pelle della popolazione mondiale perché, essendo il Regno Unito un crocevia di popoli ed uno snodo internazionale, c'è il rischio di una crescita esponenziale dei contagi e lo sviluppo di nuove varianti, ancora più aggressive e contagiose.

Mi chiedo quanto sia realisticamente possibile l'obiettivo “Zero Covid”, ovverosia l'eliminazione del virus dalla faccia della terra e non soltanto il suo contenimento. E mi chiedo quanto e per quanto tempo sia verosimilmente accettabile da parte delle persone conviverci con rigorose misure sanitarie che vanno a coinvolgere e sconvolgere profondamente il tessuto sociale e produttivo. Mi viene poi da paragonare la situazione inglese a quella italiana, dopo il 19 luglio, trovando differenze nelle scelte politiche ed analogie nel comportamento dei cittadini.

Mentre in Italia si pensa a prorogarlo e per decreto si limita ulteriormente la libertà individuale, la Gran Bretagna conferma in questi giorni “il libera tutti” ed è pronta ad annunciare la fine dello stato di emergenza.

Il Greenpass viene considerato dalla maggioranza politica inglese una misura coercitiva e discriminatoria, totalmente contrario allo spirito britannico. Seppure i dati siano peggiori rispetto a quelli italiani e nonostante ci sia il rischio di un'altra impennata di contagi con l'arrivo della stagione invernale, la Gran Bretagna ha rinunciato all'obbligo del passaporto vaccinale che entro fine settembre si pensava di adottare anche oltremanica per l'ingresso a cinema, discoteche ed eventi sportivi. Con una media settimanale di 37.000 contagi al giorno e una media intorno ai 140 morti al giorno per Covid, la Gran Bretagna sceglie di continuare questa strategia forte soltanto di vaccinazione e tracciamento, garantendo quella libertà e quel ritorno alla normalità richiesta dal popolo.

Secondo Crisanti il contagio in Italia è ampiamente sottostimato. Per giustificare il numero di morti che abbiamo in Italia dovremmo avere circa 25.000 casi al giorno. In Inghilterra, dove fanno un numero di tamponi spropositato, la fotografia è molto più realistica. La sottostima dei dati è confermata anche da Rezza: noi sottostiamo circa il 50% dei casi. La strategia italiana per impedire al virus di circolare è fatta di vaccinazioni, mascherine, tracciamento, isolamento, quarantene. Tutto dipende da che si fa per impedire al virus di trasmettersi. Se togli uno di questi punti della strategia devi potenziare gli altri altrimenti l'equilibrio pende dalla parte del virus e se non facciamo qualcosa in più i casi sono destinati ad aumentare, continua il professor Crisanti. E se aumentano i casi alla base più aumentano i casi di quelli che finiscono in Terapia Intensiva, è sempre la stessa legge della piramide soprattutto se ci sono ancora milioni di persone non vaccinate, in Italia come nel Regno Unito. In Italia il punto debole della strategia è senza dubbio il tracciamento, che deve essere potenziato.

Ad oggi la Gran Bretagna ha abolito qualsiasi forma di sicurezza, come il distanziamento e la protezione delle vie aeree. Gli inglesi sono tornati a baci ed abbracci, si sono dimenticati le mascherine. Confidano tutto sulla vaccinazione secondo la politica del “Renditi libero e vaccinati”. Gli inglesi vogliono essere liberi, non intendono cosa sia l'obbligo pertanto si sentono liberi. “Qui il greenpass non esiste, la popolazione farebbe rappresaglie”, leggo una testimonianza da Londra riportata sui media.

A parte la certificazione verde obbligatoria dal 15 ottobre per tutti per fare qualsiasi cosa, persino lavorare, in una Italia ancora tutta bianca - per via dei parametri cambiati - non vedo molta differenza rispetto all'atteggiamento dei cittadini inglesi. Anche se rimane l'obbligo di mascherina al chiuso e si invita sempre al distanziamento, non mi sembra che ci sia meno voglia di essere liberi da qualsiasi forma di restrizione. E se si accettano di malavoglia le regole imposte dal governo, gli italiani sono campioni nell'inventare come trasgredirle o bypassarle. O raccogliere firme per chiedere un referendum per abolirle, come sta capitando con il greenpass.

Le manifestazioni organizzate ogni sabato pomeriggio nelle piazze italiane non sono meno forti e partecipate rispetto a quelle Oltralpe e oltremanica. Basta vedere come fa la gente, si comporta come se non ci fosse la pandemia. La mascherina me la metto al gomito. Non ho il greenpass? Non importa mangio all'aperto. Non ci sono discoteche aperte? Non importa, balliamo in quelle chiuse. Eventi in sicurezza nelle piazze, certo, con 1400 persone sedute senza distanziamento di un metro.

In Italia non è stato indetto un Giorno della Libertà ma è come se ci fosse ogni giorno. Basta non dirlo e far finta di non vedere. Qui si fa quel che si può. Un po' alla meno peggio. In maniera sempre molto creativa ed originale. Si improvvisa. A volte si attende e si sta a vedere cosa capita. Si fa comunque generalmente quello che si vuole. È questione di sangue. Che abbia ragione Boris Johnson quando sostiene che non si può rimandare ulteriormente la riapertura visto che non si può impedire l'inevitabile contagio di tutti?