Indennità e straordinari non pagati, protesta Fials e Nursing Up

Indennità e straordinari non pagati, protesta Fials e Nursing Up

Scritto il 04/05/2021
da Massimo Canorro

Pagare le indennità e gli straordinari Covid-19 al personale sanitario dell’Asst Niguarda. È la richiesta inviata da Fials e Nursing Up alla Regione Lombardia. Una situazione non più procrastinabile, che se non verrà risolta in breve tempo determinerà lo stato d’agitazione dei lavoratori interessati.

Lombardia, Fials-Nursing Up: indennità e straordinari Covid vanno pagati

Un vero e proprio depauperamento della disponibilità economica del fondo aziendale del comparto sanità, avvenuto nel primo trimestre del 2021. E a farne le spese sono stati gli operatori sanitari, infermieri su tutti, poiché si è arrivati al punto di formalizzare, durante lo scorso aprile, la sospensione della retribuzione delle indennità di malattie infettive, di area critica intensiva/sub intensiva nonché degli straordinari correlati all’emergenza Covid-19.

È quanto contestano Fials e Nursing Up all’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, non risparmiando la Regione Lombardia di cui viene rimarcata, nel caso specifico, la posizione indisponente. Si tratta di un’invettiva forte quella che Nobile Mauro (dirigente territoriale Fials Milano), Marigo Libero (responsabile territoriale Nursing Up Milano) e Cosi Donato (responsabile territoriale Nursind Milano) riportano all’interno di una lettera aperta. Una situazione definita dai sindacati inaccettabile e non più procrastinabile, che si auspica venga risolta in tempi brevi. Diversamente il delicato stato di tensione a cui stiamo assistendo non potrà che peggiorare, fino a sfociare nello stato d’agitazione dei lavoratori interessati.

Si parte dall’assunto – purtroppo non sempre recepito come tale – che il personale non è una macchina e anche se resiliente – come ampiamente dimostrato – non può tacere dinnanzi la negazione dei compensi spettanti, a causa del mancato finanziamento straordinario necessario a fornire risposte e riconoscimenti tangibili. In particolare viene espressa preoccupazione per come, in un periodo delicato di emergenza pandemica, la Direzione generale Welfare di Regione Lombardia, pur mostrando tutta l’intenzione di porre rapidamente rimedio, sia riuscita solamente a confrontarsi con le parti sindacali nel corso degli ultimi due tavoli di trattativa del 24 marzo e del 21 aprile.

Una fase di stallo a livello organizzativo che non ha permesso di definire l’adeguata modalità di assegnazione delle risorse economiche residuali ancora disponibili che, per il comparto sanità, ammontano a circa 5 milioni, prosegue la missiva, spiegando però che l’importo è omnicomprensivo, considerato che dal totale va decurtata la parte dedicata agli oneri riflessi ed Irap (l’Imposta regionale sulle attività produttive) a carico del datore di lavoro, aspetto determinante per permettere all’Azienda sia di riconoscere gli arretrati sospesi sia di proseguire i pagamenti dovuti riguardo le indennità e gli straordinari legati all’emergenza pandemica.

Come già accennato, nella lettera viene rimarcata la posizione indisponente che la Regione Lombardia ha ribadito più volte in merito all’irremovibile indisponibilità per l’anno 2021, di reperire ulteriori finanziamenti, considerato che il modesto ammontare delle risorse residue – oggi disponibili – non risulta di certo sufficiente a coprire le spese straordinarie sostenute per fronteggiare la pandemia. Spese fino ad ora, contabilizzate e che saranno destinate, inevitabilmente, ad aumentare.