Due infermieri nel team italiano partito per l'India

Due infermieri nel team italiano partito per l'India

Scritto il 03/05/2021
da Massimo Canorro

Partita dall’aeroporto di Torino-Caselle la squadra, composta in gran parte da personale della Maxiemergenza 118 della Regione Piemonte, per supportare il sistema sanitario dell’India piegato dalla pandemia. Nel gruppo c’è anche l’infermiera Tatiana Alborno: Noi operatori sanitari sempre pronti nonostante il rischio.

Covid, partito dal Piemonte il team italiano in soccorso dell'India

L'infermiera Tatiana Alborno (foto Corriere Torino)

Ospedali al collasso, carenza di posti letto e di respiratori, mancanza di vaccini, cimiteri stracolmi di corpi da seppellire. È la drammatica situazione che sta vivendo l’India, alle prese con l’ondata più forte dell’emergenza Covid-19. Una situazione di una gravità immane quella che attraversa il paese; basti pensare che l’Oms l’ha definita una tempesta perfetta relativamente alla cause che hanno scatenato il contagio da Coronavirus.

Di fatto, l’India da giorni è divenuta l’epicentro della pandemia. Ma sono i numeri, oltremodo sottostimati che concretizzano l’entità del dramma: 19,5 milioni di casi registrati e oltre 215mila decessi. Dati drammatici, che hanno indotto la comunità internazionale ad attivarsi in massa per inviare respiratori e altre forniture mediche.

Tra gli oltre 40 paesi coinvolti c’è l’Italia, forte di un gruppo operativo composto in gran parte da personale della Maxiemergenza 118 della Regione Piemonte, oltre che da un medico della Regione Lombardia e da una rappresentante del ministero della Salute. Coordinata dal Dipartimento nazionale nell’ambito del Meccanismo europeo di Protezione civile, la missione vede la partecipazione dell’infermiera Tatiana Alborno, che – prima di imbarcarsi su un C-130 messo a disposizione dell’Aeronautica Militare presso l’aeroporto di Torino-Caselle – è stata intervistata da “Corriere Torino”.

Certo, è stata particolarmente dura per l’infermiera staccarsi nuovamente dalla famiglia dopo la missione in Armenia di appena un anno fa. Stringe il cuore, poi, sentirla raccontare di avere preso per mano i miei figli, di due e quattro anni, per mostrare loro la cartina geografica e indicare dove si trova l’India. Soprattutto, nel sentirla riportare quanto ha detto in famiglia: La mamma deve partire per dare una mano a chi ha più necessità, ma anche – pubblicamente – che noi infermieri siamo come una famiglia, e quando c’è una necessità, siamo tutti pronti a metterci in gioco, nonostante il rischio.

Così l’infermiera Alborno ha salutato i suoi figli prima di salire sull’aereo che l’ha condotta – insieme al resto della squadra guidata dal capomissione Mario Raviolo – in India. Giunta sul posto, l’équipe di Maxiemergenza del Piemonte metterà a disposizione dell’ITBP Hospital a Greater Noida, Delhi, un sistema di autoproduzione capace di fornire ossigeno terapeutico all’intero ospedale, unitamente a 20 respiratori polmonari donati dalla struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, il Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo.

La carenza di ossigeno, infatti, costituisce una delle emergenze più gravi in India dove il boom di contagi delle ultime settimane ha stravolto il sistema sanitario già particolarmente provato. Spiega Raviolo: Lavoreremo all’installazione delle apparecchiature e alla formazione degli addetti locali con 12 professionisti, tra cui tre medici specializzati, due infermieri, un anestesista, un infettivologo, un urgentista e quattro tecnici.

Quindi precisa: Siamo abituati a intervenire negli scenari delle catastrofi internazionali, l’assistenza sanitaria non ha confini. In Piemonte disponiamo di un Emergency Medical Team Type 2 (EMT2) unico in Italia e tra le dodici analoghe strutture presenti in tutto il mondo: opera da anni negli scenari delle catastrofi internazionali, con una squadra medico-chirurgica di altissimo livello professionale.

Nel dettaglio, verrà portato in India un sistema di autoproduzione di ossigeno 93% PSA (Pressure Swing Adsorption), in grado di produrre 61.800 litri di ossigeno all’ora, con la capacità di rifornire in continua 68 pazienti intubati, oppure 17 pazienti in caschi Cpap ad alto flusso – sistemi di ventilazione assistita non invasiva, che risultano strategici nell’ambito della cura dei pazienti colpiti da Coronavirus – oppure 103 pazienti che necessitino di ossigenoterapia.

Per quanto riguarda la vaccinazione in India, occorre ricordare nei giorni scorso la campagna vaccinale ha ampliato le somministrazioni a tutta la popolazione adulta, privilegiando gli over45, ma in talune regioni questo non è stato ancora possibile per via della carenza di dosi disponibili

Alte, dunque, le aspettative nei confronti del team italiano che – a disposizione della comunità internazionale – presterà soccorso in India per la pandemia. Faccio parte della squadra da un anno; prima ero in medicina d’urgenza alle Molinette di Torino. È lì che ho lavorato nel corso della prima ondata italiana di Covid-19, spiega ancora l’infermiera Alborno, riaffermando la volontà di voler aiutare in maniera tangibile e differente rispetto a quello che si può fare nelle corsie di un reparto ospedaliero. E poi c’è l’aspetto professionale.

In questo senso, la Maxiemergenza rappresenta una struttura che offre l’opportunità di oltrepassare i propri limiti, e apprendere sempre qualcosa di nuovo. Ma i rischi ai quali si va incontro, ovviamente, sono tanti e differenti tra loro. Certo, alla base di questa missione non ci sono modus operandi che non contemplano coscienza e sicurezza. Abbiamo fatto l’anti Covid, due dosi di Pfizer esattamente come i nostri colleghi, e a prescindere dalla missione. E poi tutte le vaccinazioni necessarie per partire verso l’India, dove ci rechiamo preparati e con i Dpi, precisa l’infermiera.

Sul tema dell’aiuto è intervenuto l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi. Pur ricordando che nei mesi più drammatici dell’emergenza, il Piemonte ha ricevuto aiuto da molti paesi, come Cina, Cuba, Israele, ma ha anche saputo dare una mano partecipando a più missioni di soccorso internazionali, non si esime dal ricordare che in India si va ad operare in condizioni disperate.