Avellino, ritardi nei tirocini degli studenti di infermieristica

Avellino, ritardi nei tirocini degli studenti di infermieristica

Scritto il 03/05/2021
da Massimo Canorro

Nursing Up vaglia le segnalazioni dei forti ritardi nelle attività di tirocinio per i laureandi dell’università Vanvitelli di Grottaminarda. Gli studenti sarebbero in attesa della prima dose. Chiedono di essere vaccinati per completare nei tempi il loro percorso di studi e rendersi utili, spiega il presidente Antonio De Palma.

De Palma: indagine su ritardi attività di tirocinio futuri infermieri

Emergerebbero rilevanti ritardi – e non sarebbe il primo caso, in questo senso – nelle attività di tirocinio degli infermieri di domani. L’ultimo, in ordine di tempo, riguarderebbe l’università Vanvitelli di Grottaminarda (Avellino) dove 300 laureandi in infermieristica (dunque, studenti al terzo anno di corso) non avrebbero neppure ricevuto la prima dose di vaccino.

È più di uno l’alert arrivato al Nursing Up, come afferma il presidente Antonio De Palma: Giungono segnalazioni di forti ritardi nelle attività di tirocinio dei futuri infermieri. I ragazzi chiedono di essere vaccinati e vogliono al più presto chiudere il loro iter di laurea per realizzare il sogno più grande: diventare infermieri.

Un sogno, però, che rischia di essere rinviato se venissero confermate le denunce, sempre più insistenti, da parte degli studenti (una situazione analoga si è verificata due settimane fa in Piemonte, con gli studenti dell’Università di Torino riuniti in piazza Castello per protestare contro i tirocini online).

E qualora da Avellino si avessero le dovute conferme, si tratterebbe di casi isolati o di accadimenti “comuni”, che magari valicano l’ateneo? Ce lo diranno le nostre delegazioni sindacali – replica De Palma – che stanno raccogliendo le denunce degli studenti per capire a quali livelli, nonché con quale frequenza, il fenomeno si presenta. Così, incrociando quanto acquisito dai referenti locali con le testimonianze dirette di alcuni dei protagonisti si cercherà di fare chiarezza e, soprattutto, di agire conseguentemente.

In particolare, incalza il presidente del Nursing Up, gli studenti iscritti al terzo anno denunciano di aver concluso solo le ore previste per il primo anno, e sembrerebbe addirittura che quelli del primo e del secondo anno non avrebbero mai svolto neppure un’ora della pratica prevista.

Ma non è tutto. Perché la mancanza di confronto tende a peggiorare la situazione. E proprio su questo aspetto gli studenti dell’università Vanvitelli – che nel pre Covid effettuavano il tirocinio infermieristico presso le due realtà ospedaliere dell’Asl di Avellino: il “Sant’Ottone Frangipane” di Ariano Irpino e il “Gabriele Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi – lamentano apertamente l’assenza di dialogo con il management aziendale, stigmatizzando un atteggiamento di indecifrabile chiusura.

Il focus, comunque, rimane sui veri e propri ritardi cronici che tratteggerebbero una situazione assurda; accadimenti che, se attestati, non sappiamo fino a che punto possano essere imputati solo all’emergenza sanitaria, e sui quali chiediamo che venga fatta chiarezza nel più breve tempo possibile. La stessa chiarezza auspicata dagli studenti di infermieristica, che chiedono di essere vaccinati quanto prima per contribuire altresì a snellire le tempistiche dell’emergenza.

Tutto qui (se così si può dire)? Non proprio, poiché De Palma evidenzia: Riceviamo testimonianze dirette mediante cui veniamo ad apprendere che una situazione analoga l’avrebbero vissuta, sempre nella regione Campania, gli studenti del “San Giuseppe Moscati” di Avellino, che sarebbero stati vaccinati solamente due settimane fa, in seguito ai loro continui reclami. Una condizione che, se avvalorata, può essere definita con un unico termine: inaccettabile.

Ma il presidente De Palma nelle sue dichiarazioni guarda più avanti: Oltre ai ritardi sul completamento e la delicata macchina dell’apprendimento degli studenti interessati, come Nursing Up non possiamo esimerci dal sottolineare che il desiderio di questi ragazzi di completare il proprio percorso di studi – e la voglia di essere un tangibile supporto anche in favore dell’emergenza sanitaria nel loro territorio – non si sposano con l’impegno delle istituzioni ai vari livelli.

Soprattutto perché stiamo parlando di giovani più che volenterosi, forti della loro consapevolezza e dedizione, qualità imprescindibili per svolgere la professione infermieristica. Parliamo di quelle giovani leve su cui il nostro Servizio sanitario nazionale deve investire tanto oggi quanto domani.