Infezione da micoplasmi

Infezione da micoplasmi

Scritto il 03/04/2021
da Monica Vaccaretti

I micoplasmi sono batteri che causano infezioni delle vie respiratorie e dell'apparato urogenitale. Si distinguono in Mycoplasma pneumoniae, causa frequente di polmonite acquisita in comunità e Mycoplasma genitalium, che può causare infezioni dell'uretra trasmesse per via sessuale e talvolta la malattia infiammatoria pelvica nelle donne.

Cosa sono i micoplasmi

I micoplasmi sono batteri che causano infezioni delle vie respiratorie e dell'apparato urogenitale

Il termine mycoplasma, dal greco “formato da funghi”, fu dato dagli scienziati nel 1944 all'agente patogeno responsabile della polmonite atipica scoprendo soltanto più tardi che non si trattava di un fungo, ma di un batterio senza parete cellulare rigida. Questa caratteristica gli consente di alterare le sue dimensioni e la forma per adattarsi alle condizioni circostanti e di essere resistente ad alcuni antibiotici, come i beta lattamici (es. Penicillina).

Essendo estremamente suscettibile all'essicamento, la trasmissione batterica da persona a persona da goccioline respiratorie trasportate dall'aria avviene solo attraverso uno stretto contatto. È un patogeno esclusivamente umano ed è il più piccolo organismo in grado di vivere e riprodursi da solo.

È principalmente un patogeno extracellulare che ha sviluppato un organello di attacco specializzato per una stretta associazione con le cellule ospiti che impedisce ai meccanismi di clearance mucociliare dell'ospite di rimuovere il batterio. Attaccandosi e danneggiando le cellule epiteliali respiratorie alla base delle ciglia, attiva la risposta immunitaria e produce effetti citotossici locali.

Infezioni da Mycoplasma Pneumoniae

Secondo una revisione della letteratura del Centres for Desease Control and Prevention (CDC) le infezioni da M. Pmeumoniae sono comuni negli Stati Uniti, con picchi di malattia ogni 3-7 anni e si stima che ogni anno, più comunemente in estate e in autunno, si verifichino circa 2 milioni di casi.

Tuttavia, gli esperti stimano che l'incidenza sia più elevata perché molti casi non vengono diagnosticati. Negli Stati Uniti è il batterio più comune che causa la polmonite nei bambini ospedalizzati e il secondo batterio più comune che causa la polmonite negli adulti ospedalizzati.

I mycoplasma pneumoniae causano comunemente lievi infezioni del sistema respiratorio, sia nel tratto superiore che inferiore, manifestandosi talvolta anche con una vasta gamma di sintomi non specifici extrapolmonari (es. diarrea e vomito) senza evidenti malattie respiratorie.

Pertanto, i quadri clinici possono essere altamente variabili e soggettivi. Il periodo di incubazione è generalmente compreso tra 1 e 14 giorni. L'esordio della malattia può essere graduale e sub acuto, progredendo lentamente verso una febbre più alta ed una tosse persistente.

Talvolta alcune infezioni possono causare complicazioni più gravi che richiedono un trattamento ed una ospedalizzazione. Frequente è la tracheobronchite detto raffreddore toracico: la sintomatologia comprende faringite, stanchezza, febbre, mal di testa, tosse che peggiora lentamente e che può durare per settimane e mesi. Più rara è la polmonite atipica, che - a differenza della polmonite tipica - si presenta con sintomi che includono, oltre alla stanchezza, tosse con muco, febbre con brividi, fiato corto, dolore al petto.

Questo quadro di polmonite non richiede il riposo a letto né il ricovero e può inoltre apparire in modo diverso su una radiografia del polmone. I bambini di età inferiore ai 5 anni che contraggono l'infezione da M. Pneumoniae potrebbero avere segni e sintomi simili al raffreddore.

Come molti germi respiratori, il battere si diffonde comunemente tossendo e starnutendo, pertanto le epidemie di M. Pneumoniae si verificano principalmente in ambienti affollati come scuole, caserme militari, case di cura ed ospedali e sono più comuni nei giovani adulti e nei bambini in età scolare ma possono colpire chiunque. A maggior rischio sono i soggetti immunodepressi o convalescenti da una pregressa malattia respiratoria.

Trattamento dell’infezione da M. Pneumoniae

Sebbene la malattia possa persistere per settimane o mesi, generalmente essendo lieve si risolve da sola. La maggior parte delle infezioni da Mycoplasma sono autolimitanti, cioè la maggior parte dei pazienti guarisce senza antibiotici. Tuttavia, se qualcuno sviluppa una polmonite il trattamento medico prevede la prescrizione di classi di antibiotici macrolidi, tetracicline o fluorochinoloni tenendo conto dell'età del paziente e dei modelli locali di resistenza agli antibiotici.

I macrolidi sono generalmente considerati il trattamento di scelta (Azitromicina) anche se devono essere prescritti con prudenza per non causare la comparsa di ceppi resistenti. I fluorochinoloni possono essere somministrati solo agli adulti mentre le tetracicline (Doxiciclina) anche ai bambini più grandi. Il microrganismo può persistere per diverse settimane nell'orofaringe nonostante il completamento della terapia antimicrobica raccomandata e la risoluzione dei sintomi clinici.

La resistenza agli antibiotici è emersa nel M. Pneumoniae dagli anni 2000. Questo problema, segnalato anche in Europa, è particolarmente preoccupante in Asia dove i tassi di resistenza hanno raggiunto il 90% mentre negli Stati Uniti i dati attuali evidenziano che la prevalenza della resistenza ai macrolidi è di circa il 10%. Gli studi riportano che i pazienti con infezioni dovute a ceppi resistenti ai macrolidi, che sono gli antibiotici di elezione, possono avere febbre e tosse per un periodo più lungo rispetto ai pazienti infettati da ceppi sensibili ai macrolidi.

L'ospedalizzazione si rende necessaria quando le infezioni da Mycoplasma pneumoniae causano o peggiorano complicanze come una grave polmonite, attacchi di asma, encefalite, anemia emolitica, alterazione della funzionalità renale, alterazioni cutanee come la sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica.

Non esiste un vaccino. Una buona igiene delle mani risulta ad oggi essere una prevenzione efficace. La diagnosi si esegue con test di laboratorio utilizzando metodi colturali, sierologici o di amplificazione degli acidi nucleici. Il M. Pneumoniae può passare attraverso i filtri normalmente usati per rimuovere i batteri, la microscopia ottica non è in grado di rilevarlo e non produce torbidità visibile nei terreni di crescita dei liquidi richiedendo pertanto terreni specializzati.

Infezione da Mycoplasma genitalium

Il Mycoplasma genitalium si trasmette sessualmente e presenta una sintomatologia diversa a seconda del genere. Negli uomini l'infezione causa uretrite e i sintomi possono includere secrezioni acquose dal pene e sensazione di bruciore alla minzione. Nelle donne si manifesta con infezione spesso asintomatica della cervice e possono comparire disagio alla minzione e sanguinamento dopo il rapporto sessuale. Nella donna l'infezione è più insidiosa perché senza un trattamento adeguato dalla cervice l'infezione può diffondersi alle tube di Fallopio e causare una malattia infiammatoria pelvica con comparsa di febbre, dolore addominale pelvico e dolore durante il rapporto. Se non trattata tale infiammazione può causare cicatrizzazione delle tube, gravidanza ectopica o tubarica o eventuale sterilità.

La diagnosi avviene in laboratorio con test PCR, non sempre prontamente disponili, su campioni di urina e secrezioni dalla cervice o dall'uretra. Generalmente, quindi la diagnosi si effettua quando sono presenti sintomi e test negativi per gonorrea e clamidia.

Il periodo di incubazione varia da 2 a 35 giorni e si è infettivi fino al completamento del trattamento antibiotico appropriato. La prevenzione include una pratica sessuale sicura e protetta, astensione dal sesso fino al completamento della cura antibiotica, esecuzione di un follow-up per accertare la guarigione, un tracciamento dei contatti dei partners per interrompere la catena di trasmissione del contagio.