Wound Hygiene, una nuova strategia precoce antibiofilm

Wound Hygiene, una nuova strategia precoce antibiofilm

Scritto il 03/07/2020
da Sandra Ausili

Così come seguiamo quotidianamente regole basiche di igiene lavandoci le mani, i denti e facendo la doccia, allo stesso modo dovremmo applicare un'igiene di base alle lesioni per tenerle pulite e rimuovere il biofilm, una delle cause principali che ne ostacola la guarigione. È su questa scia che un comitato consultivo internazionale di esperti ha introdotto il concetto di Wound Hygiene, un nuovo approccio alla gestione delle lesioni di difficile guarigione, una strategia preventiva antibiofilm che prepara la lesione alla guarigione stessa. Il confronto del panel di esperti ha portato alla pubblicazione nell'aprile 2020 sul Journal of Wound Care (JWC) di un documento di consenso1 nel quale si suggerisce che l'implementazione del Wound Hygiene possa portare a tassi e tempi di guarigione migliori, a un minor numero di prescrizioni di antibiotici, a una migliore qualità della vita e a un maggiore benessere per i pazienti, nonché ad un significativo risparmio sui costi per i responsabili degli acquisti.

Trattamento delle lesioni di difficile guarigione con strategia precoce antibiofilm

Detersione della cute perilesionale nell’ambito del Wound Hygiene

La gestione delle lesioni cutanee ha fatto molti progressi durante gli ultimi anni, soprattutto grazie a nuove tecniche di trattamento e a terapie avanzate.

Tuttavia, ad oggi - complici anche l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle condizioni mediche legate all'età e allo stile di vita - il numero di lesioni di difficile guarigione è in aumento, con tutta la serie di implicazioni per la persona e per il sistema sanitario che ne conseguono.

Consci del fatto che non esista una ricetta magica che possa migliorare rapidamente lesioni di difficile guarigione (lesioni che non rispondono a standard di cura basati su prove scientifiche) con risultati costanti e riproducibili in tutte le situazioni, gli esperti del comitato consultivo internazionale presieduto da Christine Murphy hanno inteso però fornire agli operatori sanitari gli strumenti necessari per disgregare il biofilm, rimuoverlo dalla lesione e impedirne la riformazione.

È così che è stato introdotto il concetto di Wound Hygiene, un metodo strutturato che consente di superare barriere alla guarigione create dal biofilm, che il comitato propone di dare per scontato sia presente in tutte le lesioni di difficile guarigione (anche se non visibile ad occhio nudo).

Un’altra premessa sulla quale si basa il concetto di Wound Hygiene è quella che suggerisce che il biofilm della lesione possa essere gestito a condizione che siano affrontate anche tutte le eziologie sottostanti - come l'insufficienza venosa cronica o la malattia arteriosa periferica - e che il paziente riceva una cura ottimale. Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale una valutazione olistica completa.

Le quattro fasi del Wound Hygiene

Il concetto di Wound Hygiene - sviluppato per soddisfare l’esigenza dei professionisti di seguire un approccio ben pianificato e sistematico alla detersione delle lesioni di difficile guarigione, che ne ottimizzi la preparazione al trattamento - prevede che, per promuovere la guarigione, il biofilm debba essere affrontato precocemente con una strategia che comprenda:

  1. Detersione (della lesione e della cute perilesionale)
  2. Sbrigliamento (con un metodo aggressivo iniziale, se necessario, seguito dal mantenimento)
  3. Riattivazione dei bordi/margini della lesione
  4. Medicazione della lesione
FaseObiettivoStrumentiRazionale
Detersione lesione e cute perilesionaleDetergere il letto della lesione per rimuovere il tessuto devitalizzato, i detriti e il biofilm.

Detergere la cute perilesionale per decontaminarla e rimuovere le squame di cute morta e il tessuto calloso
Il comitato incoraggia l'uso di antisettici contenenti tensioattivi o soluzioni a pH bilanciato per detergere sia il letto della lesione che la cute perilesionale, ove possibile in conformità con le pratiche in uso.

Le soluzioni altamente citotossiche, come quelle contenenti iodopovidone e perossido di idrogeno, non sono raccomandate.

Se possibile, scegliere un detergente per la cute ideato per l'uso quotidiano, per bilanciare la necessità di disgregare la carica microbica con il mantenimento dell'integrità della cute
Il risciacquo con acqua o soluzione salina non è sufficiente per rimuovere il biofilm.

La detersione con il fine di rimuovere il biofilm, effettuata con strumenti e soluzioni appropriate, prepara efficacemente il letto della lesione per lo sbrigliamento.

È essenziale che la cute perilesionale sia pulita per rimuovere ulteriori fonti di contaminazione
SbrigliamentoRimuovere/ridurre al minimo tutti i materiali indesiderati anche a costo di rimuovere parti di tessuto sanoAusili meccanici come garze sterili, tamponi o garze morbide per lo sbrigliamento, curette, lame chirurgiche o, quando disponibile, lo sbrigliamento a ultrasuoni.

La forza meccanica, in combinazione con un tensioattivo o una soluzione antimicrobica, sono modi efficaci per rompere ed eliminare il biofilm.

L'uso combinato di una soluzione detergente per lesioni a base di tensioattivi topici e di un tampone o garza di sbrigliamento miglioreranno la detersione in misura sufficiente da disgregare e rimuovere il biofilm.

Quando lo sbrigliamento fisico è controindicato, potrebbe essere possibile utilizzare questo approccio alternativo.

Anestetici topici, come le creme e i gel combinati a base di lidocaina, possono essere applicati, se necessario, in conformità con gli standard di cura in uso.

I tensioattivi possono diminuire il dolore in quanto aiutano a sollevare i detriti, facilitandone la rimozione. Riscaldare le soluzioni alla temperatura corporea può aiutare ad alleviare il dolore.
La scelta del metodo di sbrigliamento deve basarsi sulla valutazione del letto della lesione, della cute perilesionale e dei livelli di dolore e di tolleranza del paziente.

Lo sbrigliamento “bonifica” il letto della lesione e rimuove il biofilm, preparandolo in tal modo per l'applicazione della medicazione, in linea con i principi di preparazione del letto della lesione.

Il concetto di Wound Hygiene offre alternative allo sbrigliamento chirurgico, come l'uso combinato di garza con detergenti, tamponi di sbrigliamento e curette. Nelle mani di un esperto, questi possono migliorare in modo sicuro ed efficace le condizioni della lesione e della cute perilesionale
Riattivazione bordi/margini lesioneValutare e riattivare continuamente i bordi/margini della lesione fino alla comparsa del sanguinamento; rimuovere il tessuto dei bordi/margini rialzato o introflesso, quello calloso o ipercheratosico e quello necrotico, per uccidere o ridurre al minimo il biofilm che colonizza i bordi/margini della lesione.Sbrigliamento meccanico, chirurgico, a ultrasuoni o biologicoWound Hygiene va oltre la decontaminazione dei bordi/margini della lesione e la rimozione del tessuto devitalizzato, poiché utilizza lo sbrigliamento tramite strumenti taglienti, tamponi o garze morbide per riattivare i bordi/margini della lesione fino a produrre un sanguinamento localizzato, laddove la pratica in uso, la tolleranza e il consenso del paziente lo consentono.

La riattivazione dei bordi/margini della lesione presenta di solito un rischio minimo per il tessuto, che si rigenera naturalmente come parte del processo di guarigione. La riattivazione stimolerà l'espressione dei fattori di crescita per dare il via alla formazione di una cute sana
Medicazione lesioneScegliere una medicazione che possa eliminare qualsiasi residuo di biofilm in modo da prevenire la contaminazione, la ricolonizzazione e, quindi, la riformazione del biofilm. La medicazione deve anche gestire efficacemente l'essudato, promuovendo in tal modo la guarigioneMedicazioni contenenti antibiofilm e agenti antimicrobici in grado di assorbire e trattenere l'essudatoIl biofilm può riformarsi rapidamente, ed è improbabile che il solo sbrigliamento ripetuto ne impedisca la ricrescita. L'applicazione di efficaci antimicrobici e di antibiotici topici dopo che il biofilm è stato fisicamente gestito può agire sul biofilm residuo e sopprimerne la riformazione.

L'uso di una medicazione antimicrobica deve essere valutato almeno ogni 2 settimane per determinare se l'applicazione continua sia ancora clinicamente appropriata. Tuttavia, la strategia antibiofilm (sotto forma di Wound Hygiene) deve essere attuata per l’intera durata del percorso di guarigione della lesione

Il Wound Hygiene aiuterà ad affermare la gestione del biofilm come strategia ottimale per la cura delle lesioni di difficile guarigione, strategia che potrà essere adottata su tutte le lesioni, comprese quelle acute e post-operatorie.