Sclerosi multipla, gli effetti dell’allattamento al seno

Sclerosi multipla, gli effetti dell’allattamento al seno

Scritto il 05/10/2019
da Corradino Ignelzi

Durante la gravidanza in molti casi la sclerosi multipla regredisce, poiché si modificano alcuni meccanismi della risposta immunitaria per consentire al feto la normale crescita in utero. Dopo il parto la donna è nuovamente soggetta a ricadute e per questo molti medici consigliano di riprendere tempestivamente la terapia, ma questo comporta la non possibilità di allattare poiché i farmaci metabolizzati passano nel latte e di conseguenza possono recare danno al neonato.

Gli effetti dell’allattamento al seno in caso di sclerosi multipla

La Settimana per l’Allattamento Materno (SAM), dall'1 al 7 ottobre di ogni anno raggruppa gli sforzi di tutti i promotori dell’allattamento materno, i governi ed enti per sensibilizzare l’opinione pubblica e per generare sostegno.

L’allattamento al seno è il comportamento fisiologico per nutrire il neonato, poiché il latte materno possiede: nutrienti, vitamine, prebiotici, probiotici, cellule staminali, antiossidanti, acidi grassi polinsaturi, lattoferrina ed immunoglobuline cioè tutto ciò di cui il neonato necessita, oltre ad avere un effetto protettivo che durerà per tutta la vita.

La Sclerosi Multipla esordisce tra i 20 e i 40 anni, è una malattia autoimmune demielinizzante del sistema nervoso centrale, ha un decorso cronico e comporta una variabile disabilità neurologica. Le donne hanno un rischio di ammalarsi doppio rispetto agli uomini. Gli studi confermano che la sclerosi multipla non riduce la fertilità della donna né condiziona il buon esito della gravidanza e, soprattutto, non è ereditaria.

Durante la gravidanza in molti casi la sclerosi multipla regredisce poiché si modificano alcuni meccanismi della risposta immunitaria per consentire al feto la normale crescita in utero. Dopo il parto la donna è nuovamente soggetta a ricadute e per questo molti medici consigliano di riprendere tempestivamente la terapia ma questo comporta la non possibilità di allattare poiché i farmaci metabolizzati passano nel latte e di conseguenza possono recare danno al neonato.

Ci sono studi contrastanti sugli effetti dell’allattamento sulla sclerosi multipla, ma tutti concordano che allattare non comporti un maggior rischio di ricadute. Anzi, la maggior parte di essi propendono verso l’allattamento e ipotizzano un effetto protettivo sulle ricadute. Se iniziare o interrompere l’allattamento sarà un’importante decisone da prendere assieme ai professionisti che seguono la donna, in base al desiderio di allattare e le condizioni cliniche prima e durante la gravidanza.

L’allattamento esclusivo al seno è raccomandato almeno per sei mesi, ma se si dovesse interrompere per ricominciare anzitempo la terapia, ne permangono gli effetti benefici.