Infezioni da streptococco

Infezioni da streptococco

Scritto il 20/09/2019
da Ilaria Campagna

Dalla faringite all’interessamento, con conseguenze anche molto gravi, di organi e tessuti. Le infezioni da streptococco (infezioni streptococciche) sono causate, nella maggior parte dei casi, da streptococchi Beta-emolitici di gruppo A e B. Molto diverse tra loro per agente eziologico e sintomatologia, queste infezioni rispondono bene alla terapia antibiotica, fondamentale per evitare complicanze. Ad oggi non esistono metodiche per prevenirle e l’unico vaccino disponibile è quello contro lo pneumococco, previsto nel calendario vaccinale dell’infanzia.

Cos’è lo streptococco

Immagine streptococco al microscopio elettronico

Gli streptococchi sono un gruppo eterogeneo di batteri aerobi Gram-positivi di forma sferica. Alcuni streptococchi sono presenti normalmente nelle mucose dell’organismo, soprattutto a livello oro-faringeo, vaginale e intestinale e non causano alcuna patologia all’uomo. Altri, invece, sono responsabili delle cosiddette infezioni streptococciche.

Gli streptococchi patogeni per l’uomo vengono classificati in base a due loro caratteristiche:

  • Proprietà emolitiche
  • Antigeni di superficie

In base alle proprietà emolitiche si dividono in 3 gruppi, a seconda del loro comportamento una volta posti su terreno di coltura:

  1. Alfa-emolitici o viridanti: sono caratterizzati da emolisi incompleta. Comprendono due gruppi, tra cui lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco)
  2. Beta-emolitici: sono caratterizzati da emolisi completa. Comprendono vari gruppi tra cui gli streptococchi di gruppo A e di gruppo B, cioè quelli maggiormente patogeni per l’uomo
  3. Gamma-emolitici: la definizione “emolitici” per questo gruppo è utilizzata in modo improprio, poiché sono caratterizzati da assenza di emolisi. L’enterococco (Enterococcus) fa parte di questo gruppo.

Gli streptococchi possono essere classificati anche in base alla struttura antigenica, che si basa sull'antigene polisaccaridico C (Classificazione di Lancefield, che prende il nome dalla sua scopritrice, la batteriologa Rebecca Lancefield), una componente della parete cellulare del batterio.

Secondo questa classificazione esistono diversi gruppi sierologici, contraddistinti dalle lettere dell'alfabeto: dalla A alla V (ad eccezione dei gruppi I e J che non esistono). I siero-gruppi A, B, C, D e G sono quelli che contengono i maggiori agenti patogeni per l'uomo.

Gruppo di LancefieldSpecieEmolisi
AStreptococcus pyogenesBeta
BS. agalactiaeBeta, occasionalmente Alfa o non emolitico
CS. dysgalactiae, S. equisimilisBeta, occasionalmente Alfa o Gamma
GS. canisBeta
DEnterococchi: Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium Non enterococchi: S. bovis, S. equinus

S. gallolyticus
Alfa o Gamma
ViridantiS. mutans, S. sanguis, S. salivarius, S. mitior, S. anginosus, S. constellatus, S. intermedius

S. suis

S. iniae
Alfa o Gamma
*Lo Streptococcus Pneumoniae non esprime antigeni di Lancefield

Streptococchi, quali malattie causano e come si manifestano

Gli streptococchi maggiormente coinvolti nell’insorgenza di patologie nell’uomo e nello specifico nell’infanzia, sono i Beta emolitici di Gruppo A e B.

Streptococco di gruppo A (SBEGA)

  • Faringite (o angina streptococcica): è molto frequente nei bambini dai 5 anni in su, mentre è rara al di sotto dei 3 anni di età. Si manifesta con gola rossa e dolente, tonsille gonfie (con o senza placche bianche) e spesso linfonodi del collo dolenti e ingrossati. Nei bambini possono comparire anche febbre,cefalea, nausea e vomito, sensazione di malessere generale. Tra gli adulti, sono i genitori dei bambini nella suddetta fascia di età ad avere più probabilità di contrarre l’infezione rispetto al resto della popolazione adulta
  • Febbre reumatica: può colpire, anche se solo in una piccola percentuale di casi, in seguito a una faringite streptococcica ed è caratterizzata da febbre, dolore e gonfiore delle articolazioni e, nei casi più gravi, da interessamento cardiaco. È più frequente in bambini e ragazzi di età tra i 5 e 15 anni
  • Polmonite
  • Infezioni cutanee: impetigine (infezione cutanea superficiale caratterizzata da croste o bolle), cellulite (coinvolge lo strato più profondo della cute e si manifesta con infiammazione, rossore, dolore cutaneo e febbre), erisipela (è un tipo di cellulite superficiale con interessamento linfatico)
  • Fascite necrotizzante: è una grave infezione dei tessuti molli (derma, tessuto sottocutaneo e fasci muscolari) e si localizza prevalentemente agli arti inferiori, alla parete addominale e al perineo. L’infezione si presenta con febbre, dolore, a volte eritemi diffusi o locali ed è potenzialmente mortale
  • Scarlattina: tipica malattia esantematica infantile che di solito segue un'infezione streptococcica faringea. Meno di frequente è conseguente a infezioni streptococciche di altri siti corporei come la pelle
  • Glomerulonefrite acuta: è molto comune tra i bambini (più frequente dopo il terzo anno di vita) ed esordisce circa 2 settimane dopo un episodio infettivo di natura streptococcica. In genere si presenta con urine di colore scuro, ma può esordire anche solo con ematuria microscopica, mentre la funzione renale il più delle volte è normale
  • Sepsi: è una risposta sistemica dell’organismo a un’infezione, associata a disfunzione o insufficienza degli organi vitali
  • Sindrome da shock tossico: è una risposta infiammatoria multisistemica dovuta ad alcuni ceppi batterici. Si presenta con una sintomatologia a rapida evoluzione che consiste in febbre alta, eruzione cutanea, ipotensione e scompenso di diversi organi. La sindrome è provocata dalle tossine dello streptococco di gruppo A.

Streptococco di gruppo B (SBEGB)

  • Batteriemie: consistono nella presenza, nel torrente ematico, di batteri che si depositano in grandi quantità (colonie) e per periodi di tempo prolungati su materiali artificiali come cateteri o protesi presenti nel corpo
  • Sepsi
  • Endocardite: è un’infiammazione del rivestimento interno del cuore che può danneggiare tessuti e valvole cardiache. Si manifesta con sintomi a rapida evoluzione, tra cui febbre, sudorazione notturna, dolore a muscoli e articolazioni, splenomegalia, petecchie, etc.
  • Infezioni della donna in gravidanza o subito dopo il parto: cervicite, vaginite, corioamnionite, endometrite, sepsi post-partum
  • Parto pretermine
  • Artrite settica: è un’infiammazione articolare che nasce inizialmente, al di fuori dell’articolazione stessa. In genere colpisce una sola articolazione tra ginocchio, caviglia gomito o spalla. I segni e sintomi sono quelli tipici dell’infiammazione
  • Infezioni cutanee
  • Meningiti
  • Polmoniti
  • Infezioni del tratto urinario
  • Infezioni neonatali (Circa il 25% delle donne sono portatrici sane dello Streptococco Beta-emolitico di gruppo B - a livello del retto o della vagina - o lo contraggono in gravidanza, per poi trasmetterlo per via verticale al neonato durante il parto. In caso di contagio il neonato (1,8 bambini ogni 100.000 nati) può andare incontro a conseguenze anche molto gravi: danni permanenti come quelli neurologici, setticemia e morte. Questo tipo di infezioni si presentano con sintomi aspecifici come febbre, irritabilità e vomito, ostacolando quindi la diagnosi e ritardando l’inizio della terapia).

Infezioni da streptococchi di gruppo C, D e G

Comprendono specie diverse di batteri che causano infezioni a:

  • Gola
  • Pelle
  • Cuore
  • Tessuti molli

Possono causare anche infezioni maggiormente invasive, come:

  • Infezioni ossee
  • Infezioni articolari
  • Batteriemie

Come si trasmette lo streptococco di gruppo A

L’infezione da Streptococco di gruppo A più frequente è la faringite, che si trasmette attraverso l’inalazione di goccioline provenienti dalle secrezioni nasali o faringee di una persona infetta che starnutisce o tossisce, bevendo e mangiando dalle stesse stoviglie di una persona infetta, oppure dal contatto diretto con superfici contaminate o ferite infette.

Il periodo di incubazione del batterio è di 2-4 giorni e il pericolo maggiore di trasmissione si ha quando la persona infetta è all’apice della sintomatologia; in caso di mancate cure o di interruzione precoce delle stesse però, il pericolo di contagio persiste fino a 3 settimane dopo la comparsa dei sintomi.

Piuttosto frequenti sono anche le infezioni della pelle da Streptococco di gruppo A (ad es. l’impetigine nei bambini): il batterio penetra nell’organismo attraverso lesioni, graffi e ferite aperte, fino a interessare nei casi più gravi anche gli strati più profondi della pelle, esitando in fascite necrotizzante.

Come si trasmette lo streptococco di gruppo B

La modalità di trasmissione più conosciuta dello Streptococco di gruppo B è quella che avviene, attraverso le secrezioni vaginali, durante il parto dalla madre al neonato.

Non è invece certa la modalità di trasmissione del batterio tra gli adulti, anche se si pensa possa avvenire con i rapporti sessuali non protetti; lo streptococco di gruppo B può infatti colonizzare l’uretra nell’uomo e la mucosa genitale nella donna.

Diagnosi di infezione da streptococco

Le diverse infezioni streptococciche possono essere diagnosticate in modi differenti, tutti però accomunati da una prima valutazione della sintomatologia dalla parte del medico, che stabilisce sulla base di questi gli esami diagnostici più opportuni da effettuare.

Diagnosi di faringite streptococcica

La diagnosi di faringite streptococcica è particolarmente importante al fine di ridurre il rischio di complicanze come la febbre reumatica. Pertanto, anche se l’infezione in prima battuta viene sospettata dal medico sulla base dei sintomi, è necessario stabilire con certezza l’origine streptococcica della faringite.

I sintomi, infatti, sono spesso molto simili a quelli di altre infezioni della gola di origine virale, rispetto alle quali è però fondamentale fare diagnosi differenziale. Anche per le infezioni della pelle, tra le patologie più frequenti causate dallo streptococco di gruppo A, la valutazione è sia medica sia colturale.

Gli esami diagnostici utili a diagnosticare queste infezioni sono:

  • Tampone faringeo: è utilizzato nelle faringiti e prevede l’analisi del campione mediante test rapido (Rapid Strep test), oppure invio in laboratorio per una tradizionale analisi colturale (più precisa e affidabile) per isolare il batterio
  • Tampone cutaneo: è utilizzato per diagnosticare le infezioni della pelle come la cellulite, l’impetigine o la fascite necrotizzante mediante la raccolta di un campione di materiale sieroso da vesciche, lesioni, bolle, croste, etc.
  • Esami di diagnostica per immagini: di solito a TC o l’RX vengono utilizzate per diagnosticare infezioni come la fascite necrotizzante
  • Esami del sangue (sierologico): per la diagnosi di tutte le infezioni da Streptococco di gruppo A gli esami ematici indicati consistono nella ricerca di titoli anticorpali: titolo antistreptolisinico (nello specifico l’antistreptolisina O, ASO), uno specifico anticorpo prodotto dal sistema immunitario in risposta all’infezione streptococcica per neutralizzare le proprietà emolitiche della streptolisina; un altro titolo anticorpale è l’antidesossiribonucleasi B (ADB). Altri titoli anticorpali che possono essere ricercati sono l’anti-ialuronidasi e l’anti-streptochinasi.

Diagnosi di infezione da Streptococco di gruppo B

La diagnosi di infezione da Streptococco di gruppo B nelle donne in gravidanza viene posta mediante un tampone vaginale (tra le 35 e le 37 settimane di gestazione), così da avviare, in caso di positività, una profilassi antibiotica già durante il travaglio.

Il neonato, infatti, è particolarmente suscettibile alle infezioni da streptococco di gruppo B poiché il suo sistema immunitario è ancora immaturo. Di conseguenza è fondamentale garantirgli una protezione adeguata.

Nel caso in cui a parto avvenuto non sia stato effettuato alcun tampone, ma si sospetta l’infezione nel neonato, possono essere prelevati campioni di sangue o liquido cerebro-spinale per isolare il batterio.

Esami minori per fare diagnosi di infezione da Streptococco di gruppo B sono l’urinocoltura e tra gli esami ematici la PCR (la proteina C reattiva è un indice infiammatorio) e il CAMP test (identifica gli streptococchi beta-emolitici del gruppo B in base alla formazione del fattore Camp, una proteina emolitica extracellulare che agisce con l’emolisina beta e ne allarga l’area di emolisi).

Come si trattano le infezioni da Streptococco

I farmaci più utilizzati per il trattamento delle infezioni streptococciche sono gli antibiotici. Per le faringiti (al contrario di quelle di origine virale che non devono essere trattate con antibiotici) i farmaci d’elezione sono:

  • la penicillina (o in alternativa per chi è allergico, le cefalosporine)
  • l’eritromicina
  • la clindamicina
  • l’amoxicillina, utile anche per prevenire complicanze come l’ascesso peritonsillare

Per le infezioni della cute devono essere garantiti un’igiene accurata e un adeguato trattamento antibiotico: dicloxacillina, trimetoprim, linezolide, minociclina o clindamicina; può essere necessario anche un drenaggio delle lesioni.

Il trattamento della fascite necrotizzante è invece più complesso e prevede sia un trattamento antibiotico ad ampio spettro sia uno sbrigliamento chirurgico, ossia la rimozione del tessuto morto, infetto o danneggiato, al fine di salvaguardare il tessuto sano.

Gli antibiotici d’elezione per trattare le infezioni da streptococchi dei gruppi B, C e G sono la Penicillina, l’Ampicillina e la Vancomicina. Per i disturbi correlati come febbre, cefalea e mal di gola possono essere utilizzati paracetamolo o farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Complicanze legate alle infezioni da Streptococco

Tra le maggiori complicanze ci sono quelle delle faringiti da streptococco di gruppo A e consistono in ascessi peritonsillari o rinofaringei (più raramente cerebrali), linfonodi del collo ingrossati, infezioni dei seni paranasali oppure delle orecchie.

Complicanze che, in seguito alla diffusione del batterio in altri distretti corporei, possono assumere proporzioni ancora maggiori ed esitare, ad esempio, in febbre reumatica, danni renali, sepsi o sindrome da shock tossico post streptococcico.

Discorso a parte meritano alcune manifestazioni che vanno sotto l’acronimo di PANDAS (Pediatric Autoimmune Neuropsychiatric Disorders Associated with Streptococcal Infections). Consistono in tic e altri disturbi di tipo ossessivo-compulsivo: iperattività motoria, movimenti involontari, tic motori e vocali, ansia, deficit dell'attenzione, ossessioni di vario tipo, etc.

Insorgono in età pediatrica, in soggetti tra i 2 e i 12 anni, in seguito a un’infezione da streptococco di gruppo A, pur in assenza di certezza che questa ne sia l’unica o la principale causa. Questi disordini, difficili da riconoscere, dal momento che compaiono in modo isolato e con diversa intensità, sono caratterizzati da periodi di remissione e ricomparsa improvvise.

Per le infezioni da streptococco di gruppo B le possibili complicanze sono l’aborto spontaneo durante la gravidanza per la donna, mentre per il neonato il rischio è quello di meningiti, infezioni localizzate (ossee, articolari, dei tessuti molli o delle vie urinarie) o sepsi generalizzata, fino alla morte.